F-Gas 3.0: certificazioni a velocità diverse nei Paesi europei
Le nuove certificazioni F-Gas avanzano a velocità diverse in Europa: diversi Paesi sono già operativi, mentre l’Italia attende l’adeguamento nazionale.
L’attuazione del nuovo sistema di certificazione previsto dalla normativa F-Gas 3.0 sta procedendo con tempistiche molto diverse nei Paesi europei.
Il quadro aggiornato a ottobre 2026, presentato da AREA durante il Board organizzato a Norimberga subito dopo Chillventa, mostra infatti un’Europa ancora disomogenea: alcuni Stati hanno già reso operativo il nuovo sistema di certificazioni, altri lo hanno introdotto solo parzialmente, mentre diversi Paesi – tra cui l’Italia – devono ancora completare l’adeguamento della legislazione nazionale.
Per il settore della refrigerazione, del condizionamento e delle pompe di calore non si tratta soltanto di una questione amministrativa. Il nuovo quadro europeo amplia infatti le competenze richieste ai professionisti e collega la certificazione anche all’utilizzo di refrigeranti alternativi come CO₂, ammoniaca e idrocarburi.
La velocità con cui i diversi sistemi nazionali saranno messi a regime diventa quindi un elemento importante per tecnici e imprese che devono prepararsi a operare in un mercato caratterizzato dalla progressiva riduzione dei gas fluorurati e dalla diffusione di tecnologie basate su refrigeranti con caratteristiche operative e di sicurezza molto differenti.
Certificazioni F-Gas 3.0: il quadro europeo resta disomogeneo
La fotografia presentata da AREA evidenzia differenze significative nell’attuazione del nuovo sistema.
Secondo i dati aggiornati a ottobre 2026, Danimarca, Ungheria, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Slovacchia dispongono già dell’intero sistema di certificazioni indicato nella panoramica europea.
La situazione è invece parziale in Croazia, Repubblica Ceca e Germania, dove risultano operative le certificazioni A, B, D ed E, mentre l’introduzione del certificato C è indicata nel corso del 2027.
Una parte consistente dei Paesi deve invece ancora completare l’adeguamento della propria legislazione nazionale. In questa situazione si trovano:
- Austria;
- Bulgaria;
- Grecia;
- Italia;
- Polonia;
- Spagna;
- Norvegia;
- Türkiye.
Per il Belgio, AREA indica invece l’attivazione del nuovo sistema nel terzo trimestre del 2027.
La normativa europea stabilisce requisiti comuni, ma la loro applicazione concreta richiede quindi l’organizzazione dei rispettivi sistemi nazionali di certificazione e formazione. È proprio questo passaggio che sta generando velocità differenti tra i vari mercati europei.
Dal vecchio patentino F-Gas a competenze estese ai refrigeranti alternativi
Uno degli aspetti più rilevanti della nuova normativa riguarda l’ampliamento del perimetro della certificazione.
Il Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2215 stabilisce i requisiti minimi per la certificazione delle persone e delle imprese che svolgono determinate attività su apparecchiature di refrigerazione, climatizzazione e pompe di calore, estendendo il quadro anche ad alcune delle principali alternative ai gas fluorurati.
Il sistema prevede diverse tipologie di certificato:
- A1, per attività con gas fluorurati e idrocarburi senza limitazioni relative alla carica;
- A2, per gas fluorurati e idrocarburi su apparecchiature con carica inferiore a 3 kg, oppure inferiore a 6 kg per sistemi ermeticamente sigillati e correttamente etichettati;
- B, dedicato alle attività su sistemi con CO₂;
- C, dedicato alle attività con ammoniaca (NH₃);
- D, relativo al recupero dei gas fluorurati per determinate apparecchiature e limiti di carica;
- E, relativo al controllo delle perdite quando l’attività non richiede l’apertura del circuito frigorifero.
Il cambiamento è significativo perché la qualificazione professionale non è più collegata esclusivamente alla gestione degli F-gas.
La progressiva diffusione di CO₂, ammoniaca e idrocarburi richiede infatti competenze specifiche legate alle caratteristiche di ciascun refrigerante e alle procedure necessarie per installazione, manutenzione, riparazione e messa fuori servizio degli impianti.
Refrigeranti naturali: la formazione diventa parte della transizione tecnologica
La revisione del sistema di certificazione accompagna uno dei principali cambiamenti in corso nella refrigerazione europea: il passaggio verso refrigeranti a minore impatto climatico.
La riduzione progressiva della disponibilità degli HFC e i divieti introdotti dalla normativa F-Gas stanno spingendo produttori, progettisti, installatori e manutentori verso nuove soluzioni.
Ma sostituire un refrigerante non significa semplicemente utilizzare un fluido differente.
CO₂, ammoniaca e idrocarburi presentano proprietà differenti e richiedono conoscenze tecniche specifiche. Per questo il Regolamento 2024/2215 comprende requisiti minimi relativi sia alle conoscenze teoriche sia alle competenze pratiche degli operatori.
La formazione diventa quindi parte integrante della transizione del settore.
Per i professionisti della refrigerazione significa prepararsi a lavorare con tecnologie sempre più diversificate, comprendendo aspetti che possono riguardare:
- caratteristiche e proprietà dei diversi refrigeranti;
- funzionamento dei circuiti frigoriferi;
- prevenzione delle perdite;
- recupero del refrigerante;
- procedure di installazione e manutenzione;
- condizioni necessarie per operare in sicurezza.
La disponibilità di personale adeguatamente formato diventa così un elemento determinante affinché la transizione tecnologica prevista dalle politiche europee possa avvenire senza ridurre gli standard di sicurezza e qualità degli interventi.
Italia ancora in attesa del nuovo sistema nazionale
Nel quadro presentato da AREA, l’Italia rientra tra i Paesi nei quali il nuovo sistema non risulta ancora pienamente implementato.
Per installatori, manutentori e imprese italiane questo rende particolarmente importante seguire l’evoluzione normativa dei prossimi mesi.
Il regolamento europeo ha infatti definito il quadro generale e i requisiti minimi, ma l’operatività concreta del sistema passa anche attraverso l’organizzazione nazionale dei programmi di certificazione e formazione.
L’adeguamento dovrà quindi consentire ai professionisti di acquisire le competenze previste dal nuovo sistema e di ottenere le certificazioni corrispondenti alle attività svolte e ai refrigeranti utilizzati.
La questione assume un peso ancora maggiore considerando la trasformazione già in corso nel mercato. Applicazioni con R290, CO₂ e altri refrigeranti alternativi stanno assumendo un ruolo crescente in diversi segmenti della refrigerazione e della climatizzazione.
La disponibilità di tecnici formati diventa di conseguenza un requisito non solo normativo, ma sempre più anche operativo per le imprese che intendono installare e assistere queste tecnologie.
I vecchi certificati F-Gas restano validi, ma arriva l’aggiornamento periodico
Il passaggio al nuovo sistema non comporta automaticamente la perdita di validità delle certificazioni già ottenute.
Il Regolamento (UE) 2024/573 stabilisce infatti che i certificati e gli attestati di formazione rilasciati secondo il precedente Regolamento (UE) n. 517/2014 continuano a essere validi alle condizioni originarie.
Cambiano però le modalità con cui le competenze dovranno essere mantenute aggiornate nel tempo.
Gli Stati membri devono prevedere che le persone fisiche certificate partecipino a un corso di aggiornamento oppure completino un processo di valutazione almeno ogni sette anni.
Per chi possiede già un certificato rilasciato in base al precedente regolamento, il primo aggiornamento o processo di valutazione dovrà avvenire entro il 12 marzo 2029.
Si tratta di un passaggio importante perché introduce una logica di aggiornamento continuo delle competenze.
In un settore nel quale refrigeranti, tecnologie e prescrizioni normative stanno cambiando rapidamente, la certificazione non viene quindi considerata soltanto un requisito acquisito una volta per tutte, ma sempre più uno strumento per mantenere le conoscenze professionali allineate all’evoluzione del mercato.
Certificazioni e competenze diventano centrali per il settore RACHP
Il quadro presentato a Norimberga mostra quindi una transizione ancora in corso.
Da una parte esiste un sistema europeo che definisce requisiti comuni e amplia le competenze ai refrigeranti alternativi; dall’altra, l’attuazione nazionale procede ancora con velocità differenti.
Per un comparto fortemente internazionale come quello RACHP, questa situazione assume particolare rilevanza anche perché il Regolamento europeo prevede il riconoscimento reciproco dei certificati e degli attestati di formazione rilasciati dagli Stati membri secondo il nuovo quadro.
La convergenza dei diversi sistemi nazionali diventa quindi importante per favorire una base comune di competenze professionali in Europa.
Nei prossimi anni, inoltre, la progressiva riduzione degli HFC porterà sempre più operatori a confrontarsi con refrigeranti che richiedono conoscenze specifiche.
Per installatori, manutentori e imprese della refrigerazione, formazione e certificazione diventano così parte integrante della trasformazione tecnologica del settore, insieme alla capacità di operare in sicurezza sui nuovi impianti.
L’evoluzione del sistema italiano sarà quindi uno degli aspetti da seguire con maggiore attenzione: non soltanto per rispettare i nuovi obblighi, ma per garantire che la disponibilità di competenze proceda con la stessa velocità della transizione verso nuove soluzioni refrigeranti.
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FAQ – Domande frequenti
Il Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2215 prevede differenti certificati in funzione delle attività e dei refrigeranti utilizzati. Il sistema comprende A1 e A2 per gas fluorurati e idrocarburi, B per la CO₂, C per l’ammoniaca, D per specifiche attività di recupero ed E per determinati controlli delle perdite.
Nel quadro AREA aggiornato a ottobre 2026, l’Italia risulta tra i Paesi ancora in attesa dell’adeguamento della legislazione nazionale necessario per implementare il nuovo sistema di certificazione previsto dalla normativa europea.
Sì. I certificati rilasciati secondo il precedente Regolamento (UE) n. 517/2014 restano validi alle condizioni originarie. I titolari dovranno però partecipare a un corso di aggiornamento o completare un processo di valutazione entro il 12 marzo 2029 e successivamente almeno ogni sette anni.
