Chiller e pompe di calore: crescono i refrigeranti naturali
Propano, CO₂ e ammoniaca avanzano nei chiller e nelle pompe di calore commerciali europee, spinti dal nuovo quadro F-Gas.
Il mercato europeo dei chiller e delle pompe di calore commerciali a refrigeranti naturali sta entrando in una fase di maggiore sviluppo. Propano, CO₂ e ammoniaca sono utilizzati da anni in diverse applicazioni, ma la combinazione tra evoluzione tecnologica, nuove restrizioni F-Gas e crescente attenzione alla riduzione del GWP sta ampliando rapidamente l’offerta disponibile.
Una recente fotografia del mercato europeo individua oltre 300 chiller e pompe di calore commerciali a refrigeranti naturali, proposti da più di 65 produttori e distribuiti tra chiller, pompe di calore, unità reversibili e sistemi polivalenti a quattro tubi. L’analisi considera apparecchiature con capacità comprese tra 30 e 400 kW e un perimetro europeo più ampio della sola Unione europea.
La disponibilità tecnologica, tuttavia, non coincide ancora con una diffusione capillare: a fine 2025 venivano stimati circa 27.000 sistemi commerciali a R290 e 1.000 a CO₂ installati in Europa, complessivamente meno del 5% del parco commerciale di chiller e pompe di calore.
Refrigeranti naturali: R290 domina nei chiller commerciali
Tra i chiller commerciali a refrigeranti naturali, il propano emerge come il fluido più presente nell’offerta europea.
Su 131 prodotti censiti, il 58,8% utilizza R290, mentre l’ammoniaca R717 rappresenta il 33,6% e la CO₂ R744 il 6,9%. Una quota residuale utilizza configurazioni in cascata ammoniaca/CO₂.
La distribuzione cambia anche in funzione della tipologia di macchina. Nei chiller condensati ad aria il propano è particolarmente diffuso, mentre nelle soluzioni condensate ad acqua cresce il peso dell’ammoniaca, soprattutto nelle fasce di potenza più elevate. L’analisi rileva inoltre una disponibilità di modelli lungo quasi tutto l’intervallo compreso tra 30 e 400 kW.
Il quadro riflette le caratteristiche dei diversi refrigeranti. Il propano può essere impiegato con pressioni operative relativamente vicine a quelle di molti sistemi tradizionali, ma la classificazione A3 richiede particolare attenzione all’infiammabilità e alle cariche ammissibili.
L’ammoniaca, storicamente consolidata nella refrigerazione industriale, sta trovando applicazioni anche in sistemi commerciali grazie allo sviluppo di soluzioni a carica ridotta. La CO₂, invece, opera a pressioni più elevate ma può offrire vantaggi interessanti quando raffreddamento, riscaldamento e recupero termico vengono integrati nello stesso sistema.
Pompe di calore: più spazio per CO₂ e sistemi polivalenti
Il quadro risulta ancora più diversificato nel segmento delle pompe di calore.
Tra le 44 pompe di calore commerciali dedicate al riscaldamento considerate nell’analisi, il 43,2% utilizza R290, il 36,4% CO₂, il 13,6% isobutano e il 6,8% ammoniaca.
Nelle pompe di calore reversibili, invece, il propano assume una posizione nettamente dominante: 89 dei 91 prodotti censiti, pari al 97,8%, utilizzano R290.
Interessante anche il segmento dei sistemi a quattro tubi o polivalenti, capaci di gestire contemporaneamente o in modo integrato riscaldamento e raffreddamento. In questo caso la CO₂ rappresenta il 56,1% dei 41 prodotti censiti, seguita dal propano con il 36,6% e dall’ammoniaca con il 7,3%.
Queste configurazioni possono risultare particolarmente interessanti in applicazioni caratterizzate da fabbisogni termici contemporanei, come strutture ricettive, edifici commerciali, processi produttivi e altre utenze nelle quali il recupero del calore permette di utilizzare l’energia sottratta al circuito frigorifero per soddisfare una richiesta di riscaldamento o acqua calda.
La transizione verso i refrigeranti naturali non riguarda quindi soltanto il fluido impiegato, ma può favorire anche un’evoluzione delle architetture impiantistiche verso sistemi capaci di integrare freddo, calore e recupero energetico.
F-Gas: dal 2027 nuove soglie per chiller e pompe di calore
Uno dei principali fattori che può accelerare ulteriormente il mercato è il Regolamento UE 2024/573.
Per i chiller stazionari con capacità superiore a 12 kW, dal 1° gennaio 2027 sarà vietata l’immissione sul mercato di apparecchiature contenenti gas fluorurati con GWP pari o superiore a 750, salvo i casi nei quali tali gas siano necessari per soddisfare requisiti di sicurezza nel sito di utilizzo.
Anche per le pompe di calore il calendario diventa progressivamente più stringente. Per le apparecchiature monoblocco e autonome tra 12 e 50 kW, dal 2027 il limite generale sarà GWP 150, con le deroghe previste per esigenze di sicurezza. Per altre pompe di calore autonome di taglia superiore la stessa soglia scatterà dal 2030.
Il risultato è un quadro nel quale la scelta del refrigerante assume un peso crescente già nella fase di progettazione di nuove gamme e nuovi impianti.
Propano, CO₂ e ammoniaca permettono di collocarsi molto al di sotto delle soglie di GWP previste dal nuovo regolamento, ma richiedono al tempo stesso una progettazione coerente con le rispettive caratteristiche di sicurezza.
Il mercato è pronto, ma il parco installato deve ancora crescere
La fotografia europea mostra quindi una situazione particolare: l’offerta tecnologica è ormai ampia, mentre il parco installato rimane relativamente contenuto.
Le circa 28.000 installazioni a propano e CO₂ stimate a fine 2025 rappresentavano meno del 5% del totale europeo dei chiller e delle pompe di calore commerciali. Per l’ammoniaca non è stato invece possibile elaborare una stima analoga dell’installato.
Questo divario suggerisce che la fase decisiva sarà quella della diffusione su scala più ampia.
Tra i fattori che continueranno a influenzarla figurano costi iniziali, competenze dei progettisti e dei tecnici, requisiti di sicurezza, disponibilità dei componenti e conoscenza delle differenti tecnologie. Propano, CO₂ e ammoniaca non sono infatti alternative perfettamente intercambiabili: ciascun refrigerante trova maggiore convenienza in specifiche configurazioni e condizioni operative.
La direzione del mercato europeo appare però sempre più definita. Con l’avvicinarsi delle nuove scadenze F-Gas, la domanda non sarà soltanto quale refrigerante permetta di rispettare le prossime soglie normative, ma quale soluzione possa garantire sicurezza, efficienza e continuità tecnologica nel lungo periodo.
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FAQ – Domande frequenti
Tra i chiller commerciali a refrigeranti naturali analizzati nel mercato europeo, il propano R290 è il più diffuso, seguito da ammoniaca R717 e CO₂ R744. La scelta dipende da potenza, configurazione, luogo di installazione e requisiti di sicurezza.
A dicembre 2025 venivano stimati circa 27.000 chiller e pompe di calore commerciali a R290 e 1.000 a CO₂. Complessivamente rappresentavano meno del 5% del parco europeo considerato. Non è invece disponibile una stima equivalente per le apparecchiature commerciali ad ammoniaca.
Dal 1° gennaio 2027, nell’UE, i chiller stazionari con capacità superiore a 12 kW non potranno utilizzare gas fluorurati con GWP pari o superiore a 750, salvo specifiche esigenze di sicurezza. Le nuove soglie favoriscono quindi refrigeranti con GWP molto basso, compresi R290, CO₂ e ammoniaca.
