F-Gas e refrigeranti alternativi: come cambia la certificazione HVACR
Il nuovo F-Gas amplia certificazione e formazione a CO₂, ammoniaca e idrocarburi, preparando i tecnici alla transizione dei refrigeranti.
Il nuovo quadro europeo sui gas fluorurati non sta modificando soltanto la disponibilità dei refrigeranti e le tecnologie utilizzate negli impianti. Uno degli effetti più rilevanti riguarda direttamente competenze, formazione e certificazione dei tecnici HVACR, chiamati a lavorare con un numero crescente di refrigeranti a basso GWP e con caratteristiche di sicurezza molto diverse rispetto agli HFC tradizionali.
Il Regolamento UE 2024/573 ha ampliato infatti il perimetro della formazione, mentre il Regolamento di esecuzione UE 2024/2215 ha definito nuovi requisiti minimi di certificazione per le attività su refrigerazione, condizionamento e pompe di calore. Accanto ai gas fluorurati entrano così esplicitamente nel sistema anche idrocarburi, CO₂ e ammoniaca.
Per frigoristi e imprese significa prepararsi a una transizione che non riguarda semplicemente il passaggio da un refrigerante all'altro, ma richiede competenze specifiche su infiammabilità, pressioni operative, tossicità, cariche ammissibili, recupero e procedure di sicurezza.
Nuova certificazione F-Gas: A1, A2, B, C, D ed E
Il Regolamento di esecuzione UE 2024/2215 introduce una struttura di certificazione articolata in sei tipologie, differenziate in funzione dei refrigeranti e delle attività che il tecnico può svolgere.
In particolare:
- A1: copre tutte le attività previste su gas fluorurati e idrocarburi;
- A2: riguarda gas fluorurati e idrocarburi, ma per apparecchiature con carica inferiore a 3 kg o, nei sistemi ermeticamente sigillati, inferiore a 6 kg;
- B: riguarda le attività su impianti contenenti CO₂ (R744);
- C: riguarda le attività con ammoniaca (R717);
- D: è dedicato al recupero di gas fluorurati da apparecchiature con determinate quantità di carica;
- E: riguarda il controllo delle perdite quando l'attività non comporta l'apertura del circuito frigorifero.
È un cambiamento significativo rispetto a un sistema di qualificazione storicamente concentrato soprattutto sui gas fluorurati.
La diffusione delle alternative a basso GWP rende infatti necessario certificare non soltanto la capacità di gestire il ciclo frigorifero, ma anche la conoscenza delle caratteristiche specifiche dei diversi refrigeranti.
Gli esami previsti dal regolamento comprendono sia prove teoriche sia pratiche e includono competenze sulla normativa, sulla termodinamica e sulle procedure operative. Per le certificazioni A1 e A2 sono previste anche conoscenze relative alle peculiarità di CO₂ e ammoniaca, mentre per B e C vengono considerate anche quelle relative agli idrocarburi.
CO₂, ammoniaca e idrocarburi entrano pienamente nella formazione
Il cambiamento riflette l'evoluzione tecnologica della refrigerazione europea.
Il phase-down degli HFC e i divieti progressivi previsti dal nuovo Regolamento F-Gas stanno accelerando l'utilizzo di refrigeranti alternativi, in particolare:
- CO₂ (R744) nella refrigerazione commerciale e industriale,
- ammoniaca (R717) soprattutto negli impianti industriali,
- idrocarburi come R290 in un numero crescente di apparecchiature.
Sono soluzioni caratterizzate da GWP molto basso o nullo, ma presentano caratteristiche operative differenti.
La CO₂ lavora con pressioni significativamente più elevate rispetto a molti refrigeranti tradizionali. L'ammoniaca richiede una gestione attenta anche per la sua tossicità. Gli idrocarburi, tra cui il propano, appartengono invece alla classe di sicurezza A3 e presentano elevata infiammabilità.
Anche i refrigeranti A2L, caratterizzati da infiammabilità ridotta, stanno diventando sempre più diffusi nelle nuove apparecchiature.
Di conseguenza, la transizione non può essere affrontata semplicemente sostituendo un fluido con un altro. Cambiano strumenti, procedure, progettazione e valutazione del rischio.
Tra le competenze che assumono maggiore importanza rientrano:
- gestione sicura dei refrigeranti infiammabili;
- ricerca e prevenzione delle perdite;
- recupero del refrigerante;
- corretta evacuazione e carica;
- conoscenza delle pressioni operative;
- utilizzo di strumenti compatibili con il refrigerante;
- procedure di intervento in condizioni di sicurezza.
La formazione diventa quindi uno degli elementi centrali per rendere concretamente possibile il passaggio verso refrigeranti con minore impatto climatico.
Phase-down HFC: il 2027 rappresenta un nuovo passaggio importante
Ad aumentare l'urgenza della transizione contribuisce anche il calendario europeo del phase-down degli HFC.
Secondo l'Allegato VII del Regolamento UE 2024/573, la quantità massima di HFC che può essere immessa sul mercato europeo passa da 42,87 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente nel 2025-2026 a 21,67 milioni nel periodo 2027-2029. Si tratta di una riduzione di circa il 49,5% tra i due periodi.
Il successivo passaggio sarà ancora più marcato: tra il 2030 e il 2032 il tetto scenderà a circa 9,13 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, fino all'azzeramento delle quote HFC previsto dal 2050.
La riduzione delle quote, insieme ai divieti specifici previsti per diverse tipologie di apparecchiature, spinge produttori e utilizzatori verso refrigeranti con GWP progressivamente più basso.
Per il settore della manutenzione questo significa che nei prossimi anni sarà necessario gestire contemporaneamente impianti esistenti alimentati con HFC, sistemi con nuove miscele A2L e apparecchiature basate su refrigeranti naturali.
La competenza multirefrigerante diventerà quindi sempre meno un'attività specialistica e sempre più una caratteristica ordinaria del lavoro del frigorista.
Aggiornamento professionale almeno ogni sette anni
Il nuovo Regolamento F-Gas introduce inoltre un principio importante: la certificazione non viene più considerata una competenza acquisita una volta per tutte.
Entro il 12 marzo 2027, gli Stati membri devono prevedere che le persone fisiche certificate partecipino a un corso di aggiornamento o completino un processo di valutazione almeno ogni sette anni.
Per chi possiede già certificazioni rilasciate sulla base del precedente Regolamento UE 517/2014, i certificati restano validi alle condizioni originarie, ma il primo aggiornamento o processo di valutazione dovrà avvenire entro il 12 marzo 2029.
Il principio è coerente con la rapidità con cui sta cambiando il settore. In pochi anni stanno infatti evolvendo contemporaneamente refrigeranti, norme, apparecchiature, strumenti e procedure di sicurezza.
In Italia sarà inoltre necessario completare l'adeguamento della disciplina nazionale. A settembre 2026 il nuovo DPR di attuazione risulta ancora nell'iter tecnico nazionale: sarà quindi necessario distinguere le prescrizioni europee già direttamente applicabili dagli aspetti organizzativi che dovranno essere definiti dal nuovo quadro italiano.
Per imprese e tecnici, il messaggio è comunque già chiaro: il nuovo F-Gas non rappresenta soltanto una politica di riduzione delle emissioni. Sta creando un mercato HVACR nel quale formazione continua, sicurezza e capacità di operare con refrigeranti differenti diventano parte integrante della professionalità del frigorista.
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FAQ – Domande frequenti
Il nuovo sistema europeo introduce certificazioni A1, A2, B, C, D ed E, differenziate in base alle attività e ai refrigeranti. Il perimetro non riguarda più soltanto i gas fluorurati: vengono incluse anche competenze per idrocarburi, CO₂ e ammoniaca, riflettendo la crescente diffusione dei refrigeranti alternativi.
Sì. I certificati rilasciati secondo il precedente Regolamento UE 517/2014 restano validi alle condizioni originarie. Il nuovo Regolamento prevede però corsi di aggiornamento o processi di valutazione periodici; chi possiede già una certificazione dovrà completare il primo aggiornamento entro il 12 marzo 2029.
Gli Stati membri devono prevedere che i tecnici certificati partecipino a corsi di aggiornamento o completino una valutazione almeno una volta ogni sette anni. La misura serve ad aggiornare le competenze rispetto a nuove tecnologie, normative e refrigeranti utilizzati negli impianti HVACR.
