Focus Transizione refrigeranti e normative

• 21.09.2026

Gas refrigeranti illegali: tracciabilità e sicurezza diventano centrali

Il nuovo F-Gas rafforza controlli e tracciabilità: commercio illegale, recupero e sicurezza diventano temi centrali per i refrigeranti.

La transizione europea verso refrigeranti a minore impatto climatico sta cambiando profondamente il mercato HVACR. Il nuovo Regolamento F-Gas UE 2024/573 accelera il phase-down degli HFC, introduce nuove restrizioni e rafforza contemporaneamente controlli, tracciabilità, recupero e formazione. Ma proprio la progressiva riduzione della disponibilità dei refrigeranti tradizionali rende sempre più importante un altro tema: il commercio illegale di gas refrigeranti.

Per la filiera della refrigerazione il problema non è soltanto ambientale. Refrigeranti introdotti sul mercato senza rispettare quote, autorizzazioni e requisiti previsti dalla normativa possono compromettere sicurezza, concorrenza e affidabilità della manutenzione, oltre a indebolire gli obiettivi stessi del phase-down.

Parallelamente cresce quindi l'importanza di una gestione più strutturata del refrigerante lungo l'intero ciclo di vita: approvvigionamento da canali autorizzati, tracciabilità, recupero, riciclo e rigenerazione stanno diventando elementi sempre più centrali per frigoristi, manutentori e imprese.

 

Gas refrigeranti illegali: il problema resta concreto in Europa

Il commercio illecito degli F-Gas non è un fenomeno marginale. Le restrizioni progressive sugli HFC e il sistema europeo delle quote possono creare un forte differenziale economico tra refrigeranti regolarmente immessi sul mercato e prodotti introdotti aggirando le regole.

L'OLAF, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode, considera il contrasto al traffico illecito di F-Gas una propria priorità operativa. Nel 2024 l'operazione doganale congiunta KHIONE, condotta con le autorità di 16 Stati membri insieme a Türkiye e Ucraina, ha intercettato refrigeranti equivalenti a oltre 400.000 tonnellate di CO₂, per un valore di mercato superiore a 4,5 milioni di euro.

Il fenomeno è proseguito anche nel 2025: OLAF ha segnalato indagini su refrigeranti provenienti dall'Asia e su oltre 150 dichiarazioni sospette di riesportazione fittizia registrate in diversi Stati membri.

Il nuovo Regolamento F-Gas ha quindi rafforzato il sistema di controllo alle frontiere. Importazioni ed esportazioni richiedono una licenza valida e il Portale F-Gas europeo viene interconnesso con il sistema doganale dell'Unione per favorire verifiche più automatizzate. Le autorità doganali e di vigilanza del mercato possono inoltre intervenire sui prodotti introdotti illegalmente.

 

Tracciabilità dei refrigeranti: acquistare attraverso canali conformi

Il contrasto al mercato illegale non riguarda soltanto le frontiere europee. Una volta che il refrigerante entra nella filiera, diventa essenziale poter ricostruire origine, vendita e utilizzo.

Per installatori e manutentori, il primo elemento di tutela è quindi l'approvvigionamento attraverso operatori autorizzati e una corretta verifica della documentazione associata al prodotto.

Il tema è particolarmente delicato perché un'offerta economicamente conveniente non costituisce necessariamente una garanzia di conformità. Refrigeranti commercializzati illegalmente possono essere accompagnati da documentazione irregolare o transitare attraverso canali difficili da controllare.

Tra gli aspetti da verificare diventano quindi importanti:

  • provenienza del refrigerante;
  • identificazione del distributore;
  • correttezza dell'etichettatura;
  • conformità del contenitore;
  • documentazione richiesta dalla normativa;
  • registrazione delle operazioni previste;
  • compatibilità del refrigerante con l'apparecchiatura.

Il Regolamento europeo vieta inoltre l'immissione sul mercato, l'importazione, la fornitura e l'esportazione dei contenitori non ricaricabili destinati ai gas fluorurati interessati, salvo specifiche eccezioni previste dal testo.

Anche le sanzioni sono state rafforzate: in caso di produzione, importazione, esportazione, immissione sul mercato o utilizzo illecito, gli Stati membri devono prevedere sanzioni efficaci e proporzionate; il massimale delle sanzioni amministrative pecuniarie deve raggiungere almeno cinque volte il valore di mercato dei gas o delle apparecchiature coinvolte, arrivando almeno a otto volte in caso di recidiva entro cinque anni.

 

Recupero e rigenerazione riducono la pressione sui refrigeranti vergini

La legalità della filiera si collega direttamente a un altro pilastro della transizione: l'economia circolare dei refrigeranti.

Il nuovo F-Gas rafforza gli obblighi relativi a contenimento, recupero, riciclaggio, rigenerazione e distruzione. La Commissione europea indica proprio l'ottimizzazione del ciclo di vita tra gli elementi centrali della normativa, con obblighi di recupero estesi a un numero maggiore di settori.

Per il comparto della refrigerazione questo è particolarmente importante perché gli impianti esistenti continueranno a richiedere manutenzione anche mentre la disponibilità di HFC vergini diminuirà.

Un refrigerante recuperato correttamente può, a seconda delle sue condizioni e delle prescrizioni applicabili, essere destinato a riciclo o rigenerazione. Nel secondo caso viene trattato affinché possa tornare a soddisfare specifiche qualitative definite, consentendone un nuovo utilizzo.

Una gestione più efficace dei refrigeranti già presenti negli impianti permette quindi di:

  • ridurre la richiesta di nuovo gas vergine;
  • limitare le emissioni durante manutenzione e dismissione;
  • supportare il service del parco installato;
  • valorizzare refrigeranti ancora utilizzabili;
  • diminuire la quantità di gas destinata alla distruzione.

Recuperare correttamente il refrigerante non è quindi soltanto una buona pratica ambientale, ma diventa progressivamente una risorsa strategica per la continuità della manutenzione.

 

Nuovi refrigeranti, nuove competenze di sicurezza

La transizione verso soluzioni a basso GWP porta infine un'altra sfida: la sicurezza.

La Commissione europea individua, tra le alternative disponibili per diverse applicazioni frigorifere, refrigeranti come CO₂ (R744), propano (R290) e ammoniaca (R717). Questi fluidi permettono di ridurre fortemente l'impatto climatico diretto, ma presentano caratteristiche operative differenti: alte pressioni per la CO₂, elevata infiammabilità per il propano e aspetti specifici di tossicità per l'ammoniaca.

Per questo il nuovo Regolamento F-Gas comprende nella formazione e nella certificazione anche l'uso sicuro delle alternative non fluorurate.

La trasformazione della refrigerazione europea si muove quindi su più fronti contemporaneamente. Ridurre gli HFC non basta: occorre garantire che i refrigeranti circolino attraverso filiere legali e tracciabili, che quelli recuperabili vengano valorizzati e che le nuove alternative vengano utilizzate da personale adeguatamente formato.

Legalità, economia circolare e sicurezza diventano così parti della stessa transizione.

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FAQ – Domande frequenti

La progressiva riduzione delle quote HFC e le restrizioni europee possono mantenere elevata la domanda di alcuni refrigeranti mentre ne diminuisce la disponibilità legale. Questo può incentivare l'importazione e la commercializzazione fuori dai sistemi previsti dal Regolamento F-Gas. L'OLAF continua infatti a considerare il traffico illecito di refrigeranti una priorità operativa.

Il Regolamento UE 2024/573 richiede la registrazione nel Portale F-Gas per le attività interessate e prevede l'integrazione del portale con i sistemi doganali europei. Le autorità possono verificare licenze, quote e documentazione e intervenire sulle importazioni non conformi.

Con il progressivo phase-down degli HFC vergini, recuperare il refrigerante dagli impianti permette di ridurre le emissioni e, quando possibile, destinarlo a riciclo o rigenerazione. In questo modo il gas può contribuire alla manutenzione del parco installato senza richiedere necessariamente nuove quantità di refrigerante vergine. Il nuovo F-Gas rafforza proprio gli obblighi legati alla gestione dell'intero ciclo di vita.