Focus Normative e sicurezza

• 30.09.2026

Compressori frigoriferi: aggiornata la norma EN 12693:2026 sulla sicurezza

La EN 12693:2026 aggiorna i requisiti di sicurezza dei compressori frigoriferi, con attenzione a vibrazioni, rischi termici e nuovi refrigeranti.

La sicurezza dei compressori frigoriferi entra in una nuova fase con l’armonizzazione della EN 12693:2026, norma dedicata ai requisiti di sicurezza e ambientali dei compressori volumetrici utilizzati nei sistemi di refrigerazione e nelle pompe di calore.

La nuova versione sostituisce l’edizione del 2008 e diventa un riferimento tecnico aggiornato per il settore, in una fase in cui la refrigerazione sta evolvendo rapidamente verso refrigeranti a basso GWP, A2L e A3 e verso requisiti di sicurezza sempre più stringenti.

L’aggiornamento riguarda diversi aspetti tecnici, tra cui vibrazioni, rischi termici, distanze elettriche e procedure di prova, con l’obiettivo di adeguare la progettazione dei compressori alle nuove condizioni operative e alle tecnologie oggi utilizzate negli impianti frigoriferi.

 

EN 12693:2026: cosa cambia per i compressori frigoriferi

La EN 12693:2026 riguarda i compressori volumetrici per sistemi frigoriferi e pompe di calore e aggiorna il quadro tecnico precedente introducendo modifiche e integrazioni su diversi aspetti della sicurezza.

Tra i principali elementi interessati rientrano:

  • valutazione dei rischi termici;
  • requisiti relativi alle vibrazioni;
  • aggiornamento delle distanze elettriche;
  • revisione di alcuni requisiti e procedure di prova;
  • aggiornamento della struttura della norma e dei relativi allegati.

L’obiettivo è fornire a produttori e progettisti indicazioni più coerenti con l’evoluzione tecnologica delle apparecchiature frigorifere e con l’utilizzo di refrigeranti caratterizzati da proprietà differenti rispetto agli HFC tradizionali. L’aggiornamento assume quindi un’importanza particolare non soltanto per i produttori di compressori, ma anche per chi integra questi componenti all’interno di unità condensatrici, sistemi frigoriferi, chiller e pompe di calore.

 

Refrigeranti A2L e A3: perché vibrazioni e temperature diventano centrali

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il rapporto tra sicurezza del compressore e crescente diffusione dei refrigeranti infiammabili, come quelli appartenenti alle classi A2L e A3.

Le vibrazioni, ad esempio, non rappresentano soltanto un problema di rumorosità o di durata del componente. Se non adeguatamente controllate possono trasferirsi a tubazioni, giunti, connessioni brasate e supporti dell’impianto.

In presenza di un refrigerante infiammabile, una possibile perdita assume una rilevanza maggiore nella valutazione complessiva del rischio. Lo stesso vale per le temperature delle superfici e per il comportamento dell’apparecchiatura anche in condizioni operative anomale ragionevolmente prevedibili.

Il tema è particolarmente importante con refrigeranti come R290 (propano), appartenente alla classe A3, ma riguarda più in generale tutta la transizione verso fluidi con GWP ridotto.

La progettazione deve quindi considerare il compressore come parte di un sistema più ampio, nel quale devono essere valutati anche:

  • tubazioni;
  • ventilazione;
  • componentistica elettrica;
  • sistemi di controllo;
  • superfici calde;
  • possibili scenari di perdita.

La riduzione dell’impatto climatico dei refrigeranti deve quindi procedere insieme all’evoluzione delle strategie di sicurezza, progettazione e gestione del rischio.
La conformità del compressore non rende conforme l’intero impianto

 

Un punto fondamentale riguarda il perimetro della EN 12693:2026.

La conformità del singolo compressore non significa automaticamente che l’intera apparecchiatura frigorifera sia conforme. Il componente può infatti essere installato all’interno di sistemi con caratteristiche molto differenti per configurazione, quantità di refrigerante, pressione, ventilazione e condizioni operative. È quindi responsabilità del costruttore dell’apparecchiatura o dell’integratore verificare che il compressore sia correttamente selezionato e che la sua installazione venga considerata nell’analisi complessiva dei rischi.

La norma non sostituisce inoltre le altre prescrizioni eventualmente applicabili all’impianto nel suo complesso. Per progettisti e costruttori questo significa che l’aggiornamento non deve essere interpretato soltanto come una modifica della documentazione tecnica, ma come un’occasione per riesaminare l’interfaccia tra compressore e sistema frigorifero.

Particolare attenzione dovrà quindi essere dedicata a:

  • compatibilità con il refrigerante utilizzato;
  • condizioni di pressione e temperatura;
  • vibrazioni trasmesse alle tubazioni;
  • componenti elettrici;
  • ventilazione;
  • modalità di installazione;
  • manutenzione e gestione delle possibili perdite.

 

Dal 2027 cambia anche il quadro europeo sulle macchine

L’aggiornamento della norma arriva inoltre in prossimità di un altro passaggio importante per il settore industriale. Dal 20 gennaio 2027 il Regolamento (UE) 2023/1230 sulle macchine sostituirà la precedente Direttiva Macchine 2006/42/CE, introducendo un nuovo quadro regolatorio europeo.

Produttori e operatori dovranno quindi affrontare contemporaneamente l’evoluzione delle norme tecniche e quella della legislazione applicabile alle macchine.
Per il settore della refrigerazione si tratta di un passaggio particolarmente rilevante perché coincide con la progressiva introduzione di refrigeranti a basso GWP, nuove architetture impiantistiche e componenti progettati per condizioni operative differenti rispetto al passato.

La sicurezza dei compressori diventa così parte di un quadro più ampio nel quale normativa, progettazione dei componenti e valutazione dell’intero impianto devono procedere insieme.

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FAQ – Domande frequenti

La EN 12693:2026 è la norma europea relativa ai requisiti di sicurezza e ambientali dei compressori volumetrici impiegati nei sistemi di refrigerazione e nelle pompe di calore. La nuova edizione aggiorna e sostituisce quella precedente del 2008.

La norma rafforza aspetti come vibrazioni e rischi termici, particolarmente importanti quando vengono utilizzati refrigeranti A2L e A3. Eventuali perdite causate da sollecitazioni su tubazioni o connessioni assumono infatti maggiore rilevanza in presenza di fluidi infiammabili.

No. La conformità del compressore riguarda il componente e i requisiti coperti dalla norma. Il costruttore o l’integratore deve comunque effettuare la valutazione della sicurezza dell’intera apparecchiatura, considerando tubazioni, componenti elettrici, ventilazione, controlli e possibili perdite.