CO₂ recuperata e liquefatta: nuove opportunità per la catena del freddo
La CO₂ recuperata e liquefatta può trovare nuovi impieghi nel raffreddamento, nel congelamento e nella logistica della catena del freddo.
La CO₂ recuperata da impianti di biogas e processi industriali può essere sottoposta a purificazione e liquefazione, trasformando un flusso destinato all’emissione in atmosfera in una materia prima utilizzabile in differenti applicazioni. Per il settore del freddo, questo approccio apre prospettive interessanti soprattutto nella refrigerazione alimentare, nei processi di congelamento, nella produzione di ghiaccio secco e nella logistica a temperatura controllata.
Il tema assume particolare rilevanza in un comparto che utilizza già ampiamente l’anidride carbonica, sia come fluido criogenico sia come refrigerante R744. La possibilità di recuperare e valorizzare CO₂ proveniente da altri processi industriali si inserisce quindi in una logica di economia circolare, purché vengano rispettati gli standard di purezza richiesti dalle diverse applicazioni.
Dalla cattura alla CO₂ liquida
Negli impianti di biogas, la separazione del metano necessaria alla produzione di biometano genera un flusso ricco di CO₂. Analogamente, l’anidride carbonica può essere recuperata da determinati processi industriali attraverso sistemi dedicati di cattura.
Prima di essere riutilizzata, deve però essere purificata dalle sostanze indesiderate e successivamente liquefatta. Il trattamento permette di ottenere un prodotto più facilmente stoccabile e trasportabile, che può raggiungere livelli di qualità adeguati anche per applicazioni food-grade.
La CO₂ liquida trova già impiego nel settore alimentare per:
- raffreddamento e congelamento rapido;
- produzione di ghiaccio secco;
- trasporto di prodotti a temperatura controllata;
- confezionamento in atmosfera modificata;
- processi dell’industria food & beverage.
Il ghiaccio secco, ottenuto dalla CO₂, presenta una temperatura di circa -78,5 °C e sublima direttamente da solido a gas senza lasciare residui liquidi. Questa caratteristica lo rende particolarmente utile nella movimentazione di alimenti, farmaci e altri prodotti sensibili alla temperatura.
CO₂ recuperata e refrigerante R744 non sono automaticamente la stessa cosa
L’anidride carbonica è anche uno dei refrigeranti naturali maggiormente utilizzati nella refrigerazione commerciale e industriale. Come R744, trova applicazione in supermercati, celle frigorifere, impianti industriali, trasporto refrigerato e altre configurazioni caratterizzate da esigenze di raffreddamento continuative.
È però importante distinguere tra CO₂ recuperata destinata a usi industriali o alimentari e CO₂ utilizzabile direttamente in un circuito frigorifero. Un impianto R744 richiede un fluido con specifiche di purezza e contenuto di umidità adeguate alla refrigerazione. Una presenza eccessiva di acqua o contaminanti può infatti generare problemi al circuito e ai componenti. Per esempio, prodotti commercializzati specificamente come R744 prevedono livelli di umidità particolarmente bassi proprio per proteggere l’impianto.
La valorizzazione della CO₂ catturata non implica quindi automaticamente il suo utilizzo come refrigerante: il prodotto deve essere trattato e certificato in funzione della destinazione finale.
Economia circolare e nuove sinergie con la refrigerazione
Per il settore del freddo, il recupero della CO₂ può creare una connessione tra attività che in passato erano considerate separate. Un flusso proveniente da biogas o da un processo produttivo può diventare materia prima per raffreddamento, congelamento o logistica refrigerata, riducendo la necessità di produrre nuova CO₂ da altre fonti.
La possibilità di utilizzare CO₂ recuperata anche per applicazioni criogeniche può risultare particolarmente interessante in industrie alimentari, macelli, stabilimenti di trasformazione e piattaforme logistiche, dove produzione, refrigerazione e necessità di CO₂ possono convivere nello stesso ecosistema industriale.
Dal punto di vista progettuale restano fondamentali alcuni aspetti: purezza del gas, continuità della fonte, consumo energetico del processo di purificazione e liquefazione, modalità di stoccaggio e distanza tra produzione e utilizzo. Solo analizzando l’intero sistema è possibile valutare il reale vantaggio ambientale ed economico.
La CO₂ può quindi assumere un doppio ruolo nel futuro della refrigerazione: refrigerante naturale nei circuiti R744 e risorsa recuperabile per applicazioni criogeniche e di cold chain. La sfida sarà sviluppare filiere capaci di trasformare il recupero delle emissioni in un utilizzo concreto, sicuro e tecnicamente controllato.
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FAQ – Domande frequenti
Dopo adeguati processi di purificazione, la CO₂ può essere liquefatta e utilizzata per raffreddamento, congelamento, produzione di ghiaccio secco e trasporto a temperatura controllata, oltre ad altre applicazioni del settore alimentare.
Non automaticamente. Il refrigerante R744 deve rispettare specifici requisiti di purezza e contenuto di umidità. La CO₂ recuperata deve quindi essere trattata e verificata in funzione dell’utilizzo previsto nel circuito frigorifero.
Il ghiaccio secco si trova a circa -78,5 °C e sublima direttamente trasformandosi in gas, senza produrre acqua. È quindi adatto a mantenere basse temperature durante il trasporto di alimenti, prodotti farmaceutici e altre merci sensibili.
