Focus Sostenibilità ed efficienza

05.08.2026

Raffrescamento efficiente, il piano UE prepara una nuova strategia per il settore HVACR

Il piano UE prepara nuove misure per raffrescamento efficiente, accumulo, recupero del calore e competenze nel settore HVACR.

Fonte immagine: industriaeformazione.it

La Commissione europea ha pubblicato il nuovo Electrification Action Plan, il programma che definisce le azioni necessarie per accelerare l’elettrificazione dei consumi finali e ridurre la dipendenza dell’Unione dai combustibili fossili importati. Tra gli impegni più rilevanti per il settore HVACR figura la futura adozione di un Cooling and Heating Action Plan, destinato ad affrontare la crescente domanda di raffrescamento efficiente da parte di cittadini, imprese e attività produttive.

Il piano propone di portare la quota dell’elettricità nei consumi finali europei dall’attuale 23% al 46% entro il 2040. Per la refrigerazione, già fortemente elettrificata, la nuova fase non riguarda tanto la sostituzione del combustibile, quanto l’integrazione degli impianti con reti, accumuli, sistemi digitali e soluzioni per il recupero del calore.

 

Raffrescamento più efficiente e integrato con la rete

La crescita della domanda di freddo, intensificata da estati più calde e prolungate, rende necessario aumentare l’efficienza degli impianti senza aggravare i picchi di consumo elettrico. Il documento europeo sottolinea il valore della flessibilità energetica, dell’accumulo e dello spostamento dei carichi verso le ore caratterizzate da maggiore produzione rinnovabile o minore pressione sulla rete.

Per supermercati, magazzini a temperatura controllata e stabilimenti industriali, questo orientamento valorizza tecnologie come:

  • supervisione e regolazione digitale degli impianti;
  • modulazione di compressori e ventilatori;
  • accumulo termico e frigorifero;
  • contratti elettrici dinamici;
  • gestione coordinata della produzione e dei consumi;
  • sistemi di demand response.

La flessibilità non deve naturalmente compromettere le temperature di conservazione o la continuità della catena del freddo. Deve essere sviluppata considerando l’inerzia termica degli ambienti e dei prodotti, i limiti del processo e il comportamento reale dell’impianto. Il raffrescamento può così diventare non soltanto un carico da alimentare, ma una risorsa gestibile all’interno di un sistema elettrico sempre più rinnovabile.

 

Recupero del calore, da scarto a risorsa energetica

Un altro elemento centrale dell’Action Plan è il recupero del calore di scarto industriale, il cui potenziale europeo viene stimato in circa 300 TWh all’anno. La Commissione ha annunciato un’apposita iniziativa europea entro il secondo trimestre del 2027 e ha fissato l’obiettivo di coprire con il calore recuperato l’11% della domanda termica dell’UE entro il 2050.

Per la refrigerazione commerciale e industriale, questo indirizzo è particolarmente significativo. Il calore normalmente espulso durante la condensazione può essere utilizzato per:

  • produrre acqua calda sanitaria o di processo;
  • riscaldare locali e aree di vendita;
  • supportare lavaggi e lavorazioni industriali;
  • alimentare sistemi di sbrinamento;
  • integrare reti locali di riscaldamento;
  • servire utenze vicine allo stabilimento.

Esistono già applicazioni nelle quali il calore recuperato dagli impianti frigoriferi dei supermercati viene impiegato per il riscaldamento degli edifici o immesso nelle reti termiche locali. L’effettiva convenienza dipende dalla temperatura disponibile, dalla contemporaneità tra richiesta di freddo e domanda termica e dalla distanza tra il punto di produzione e quello di utilizzo.

La progettazione integrata tra refrigerazione, climatizzazione e produzione di calore può quindi migliorare l’efficienza complessiva dello stabilimento o del punto vendita, riducendo il ricorso a generatori separati.

 

Competenze tecniche per la nuova fase di raffrescamento

Il piano europeo richiama anche la necessità di rafforzare le competenze lungo l’intera filiera dell’elettrificazione. La Commissione intende sostenere la formazione professionale e favorire una maggiore portabilità delle qualifiche tra gli Stati membri.

Per progettisti e tecnici frigoristi, l’evoluzione del settore richiederà competenze sempre più trasversali. Alla conoscenza del circuito frigorifero dovranno affiancarsi capacità relative a:

  • controllo e analisi dei consumi;
  • integrazione con accumuli e fonti rinnovabili;
  • recupero e valorizzazione del calore;
  • gestione della flessibilità;
  • sensoristica e supervisione digitale;
  • sicurezza dei refrigeranti alternativi.

Il futuro Cooling and Heating Action Plan potrà definire con maggiore precisione le misure dedicate al raffrescamento. L’Electrification Action Plan ha però già indicato la direzione: impianti più efficienti, connessi e flessibili, capaci di produrre freddo in sicurezza e, nello stesso tempo, interagire con il sistema energetico e valorizzare il calore generato.

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FAQ

L’Electrification Action Plan prevede l’adozione di un futuro Cooling and Heating Action Plan, dedicato anche alla crescente domanda di raffrescamento efficiente in Europa. La strategia dovrà coordinare tecnologie, reti, accumulo e riduzione dei consumi.

Attraverso regolazione digitale, accumulo termico e gestione programmata dei carichi, alcuni consumi possono essere spostati verso le ore più favorevoli. La strategia deve però garantire sempre le temperature richieste e la sicurezza dei prodotti conservati.

Il calore di condensazione può essere utilizzato per acqua calda, riscaldamento, processi industriali, sbrinamento o reti termiche. La fattibilità dipende dalla temperatura disponibile e dalla presenza di una domanda di calore contemporanea alla produzione frigorifera.