Focus Transizione refrigeranti e normative

• 17.08.2026

Refrigeranti naturali: la transizione diventa un’opportunità per la filiera italiana

La filiera italiana del freddo può trasformare la transizione ai refrigeranti naturali in un’opportunità di innovazione, crescita ed export.

La progressiva riduzione degli HFC ad alto impatto climatico non rappresenta soltanto una sfida normativa per la refrigerazione. Per l’industria italiana può diventare anche un’importante opportunità di crescita, innovazione ed export, grazie a una filiera specializzata nella progettazione e produzione di tecnologie basate sui refrigeranti naturali.

Nel Nord-Est e in Lombardia è presente un ecosistema che comprende produttori di sistemi frigoriferi, compressori, scambiatori, valvole, controlli elettronici e banchi refrigerati. Competenze che trovano applicazione nella distribuzione alimentare, nell’industria, nella logistica del freddo e nei data center, mercati nei quali efficienza energetica e riduzione delle emissioni stanno assumendo un peso crescente.

 

Una filiera completa per affrontare la transizione F-Gas

Il Regolamento europeo F-Gas 2024/573, applicabile dall’11 marzo 2024, ha rafforzato la riduzione delle quantità di HFC disponibili sul mercato europeo e prevede il loro progressivo phase-out attraverso il sistema delle quote entro il 2050. Il percorso è accompagnato da divieti specifici per diverse categorie di apparecchiature frigorifere, di climatizzazione e pompe di calore.

In questo scenario, la capacità di sviluppare internamente componenti e sistemi compatibili con CO₂, ammoniaca e idrocarburi può offrire alle imprese italiane un vantaggio competitivo. La Commissione europea individua questi fluidi non fluorurati tra le principali alternative disponibili per numerose applicazioni della refrigerazione commerciale e industriale.

Il valore della filiera non dipende però soltanto dalla produzione delle macchine. La transizione richiede anche progettazione specialistica, elettronica di controllo, sensoristica, installazione, manutenzione e formazione tecnica. La presenza di competenze distribuite lungo l’intera catena può quindi favorire lo sviluppo di soluzioni complete, invece della semplice fornitura di singoli componenti.

 

Dai supermercati ai data center, cresce la domanda di nuove soluzioni

Le tecnologie con refrigeranti naturali stanno trovando spazio in un numero crescente di applicazioni. La CO₂ è sempre più utilizzata nella refrigerazione commerciale e nei supermercati, mentre l’ammoniaca mantiene un ruolo consolidato negli impianti industriali di elevata potenza. Propano e isobutano sono invece impiegati in apparecchiature compatte e sistemi caratterizzati da cariche controllate.

Le opportunità riguardano diversi comparti:

  • industria alimentare e trasformazione dei prodotti;
  • magazzini e logistica a temperatura controllata;
  • grande distribuzione organizzata;
  • raffreddamento di processi industriali;
  • data center e infrastrutture digitali;
  • pompe di calore e sistemi integrati per edifici.

La domanda internazionale di tecnologie efficienti e a basso impatto può quindi aprire nuovi spazi per le aziende italiane. Per coglierli sarà necessario investire in ricerca, capacità produttiva, standardizzazione e competenze professionali, mantenendo al centro anche la sicurezza legata alle differenti proprietà dei refrigeranti.

 

Efficienza energetica e refrigerante devono procedere insieme

La riduzione delle emissioni dirette non è l’unico obiettivo della transizione. Il beneficio climatico complessivo dipende anche dall’energia consumata durante il funzionamento dell’impianto. Secondo gli organismi del Protocollo di Montreal, mantenere o migliorare l’efficienza energetica durante il phase-down degli HFC può amplificare sensibilmente i benefici ambientali delle nuove tecnologie.

Il Protocollo di Montreal ha già consentito l’eliminazione di quasi il 99% delle sostanze vietate che danneggiano lo strato di ozono, mentre l’Emendamento di Kigali ha esteso l’azione internazionale alla riduzione degli HFC.

Per la filiera italiana del freddo, questa evoluzione può trasformarsi in un’occasione industriale concreta. Refrigeranti naturali, alta efficienza, controlli evoluti e competenze tecniche rappresentano infatti un insieme di tecnologie sempre più richiesto nei mercati internazionali. La transizione non deve quindi essere letta soltanto come un costo di adeguamento, ma come uno spazio di sviluppo per un settore nel quale l’Italia dispone già di capacità produttive e progettuali riconosciute.

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FAQ – Domande frequenti

L’Italia dispone di una filiera composta da produttori di sistemi, compressori, scambiatori, valvole, controlli e apparecchiature frigorifere. Questa struttura consente di offrire soluzioni complete per mercati che richiedono tecnologie a basso impatto climatico.

Tra le principali alternative non fluorurate rientrano CO₂ R-744, ammoniaca R-717, propano R-290 e isobutano R-600a. La scelta dipende dall’applicazione, dalla potenza, dalla carica e dai requisiti di sicurezza dell’impianto.

Le principali opportunità riguardano refrigerazione commerciale e industriale, industria alimentare, logistica del freddo, supermercati, raffreddamento di processo e data center. In questi comparti stanno aumentando la domanda di efficienza e l’attenzione all’impatto dei refrigeranti.