Pompe Scarico Condensa Wipcool per Sistemi A/C e HVACR

Gamma di pompe di scarico condensa automatiche ideali per il drenaggio dell’acqua di condensa prodotta da impianti di climatizzazione, pompe di calore e refrigerazione. Progettate per diverse portate e capacità di sistema, queste pompe offrono soluzioni affidabili, robuste, silenziose e con manutenzione minima.

Descrizione


Le pompe di scarico condensa sono dispositivi automatici che raccolgono l’acqua di condensa generata dagli impianti A/C o HVACR e la scaricano tramite una tubazione fino a un’altezza definita (prevalenza). I modelli disponibili coprono dalla portata di piccole unità split domestiche fino alle esigenze di grandi sistemi commerciali.

Tutte le pompe includono un serbatoio di raccolta, un interruttore di sicurezza con sensore di livello che arresta automaticamente l’unità climatizzatrice in caso di pieno, e un motore brushless silenzioso progettato per durare a lungo con basso livello di rumorosità. La maggior parte dei modelli è dotata di valvola antiritorno e protezione termica del motore per garantire operatività sicura e senza manutenzione frequente.

Caratteristiche tecniche


Caratteristica Dettaglio
Tipo di applicazione              Scarico condensa da impianti A/C, HVACR
Alimentazione 220 V – 50 Hz (modelli con motore brushless o equivalenti) 
Funzionamento Automatico con sensore di livello e interruttore di sicurezza 
Protezione Termica motore, valvola antiritorno (dove previsto) 
Manutenzione Minima o praticamente assente 
Ambienti operativi 0–50 °C circa 

 

Versioni disponibili

Pompa scarico condensa mini-slim P16

  • Portata massima: 16 l/h
  • Capacità serbatoio: 35 ml
  • Prevalenza (altezza di scarico): fino a 10 m
  • Adatta per: Unità split e piccoli impianti A/C fino a circa 30 000 BTU/ora (~8,8 kW)
  • Punti chiave: Motore brushless silenzioso, sensore a livello multiplo, LED di avvio drenaggio, funzione di sicurezza con relè.

Pompa scarico condensa con serbatoio P180

  • Portata massima: 180 l/h
  • Capacità serbatoio: 1,8 litri
  • Prevalenza: fino a 4,5 m
  • Adatta per: Sistemi A/C fino a circa 300 000 BTU/ora (~88 kW)
  • Punti chiave: Serbatoio facile da pulire, raffreddamento a ventilazione forzata, design antiriflusso, sensori di livello senza galleggiante.

Pompa scarico condensa a basso profilo con serbatoio P380

  • Portata massima: 380 l/h
  • Capacità serbatoio: 1,8 litri
  • Prevalenza: fino a circa 6,8 m
  • Adatta per: Sistemi A/C fino a circa 500 000 BTU/ora (~147 kW)
  • Punti chiave: Profilo basso per spazi ristretti, motore brushless silenzioso, molteplici ingressi, manutenzione minima.

Pompa scarico condensa con serbatoio capacità 1,8 litri P580

  • Portata massima: 580 l/h
  • Capacità serbatoio: 1,8 litri
  • Prevalenza: fino a circa 12 m
  • Adatta per: Sistemi A/C di grandi dimensioni fino a circa 500 000 BTU/ora (~147 kW)
  • Punti chiave: Doppio sensore di controllo (probe + galleggiante), optional allarmi visivi/acustici, perfetta per unità canalizzate/industriali.

Applicazioni


  • P16 è perfetta per piccole unità interne con poca condensa.
  • P180 è indicata per macchine di media potenza con scarichi modesti.
  • P380 bilancia portata e ingombro ridotto, ideale dove lo spazio è limitato.
  • P580 gestisce grandi volumi e altezze di scarico elevate.

Documentazione disponibile

Wipcool P-Series Scheda Tecnica
Doc. Tecnica - IT
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FAQ

Le restrizioni europee sui PFAS incidono soprattutto negli impianti che utilizzano refrigeranti fluorurati (HFC/HFO), tipici della refrigerazione commerciale, industriale e del condizionamento avanzato. I settori più esposti sono GDO, logistica del freddo e processi industriali, dove la continuità operativa e la sicurezza sono prioritarie. In fase progettuale diventa necessario valutare alternative come refrigeranti naturali (CO₂, NH₃, idrocarburi), considerando però vincoli normativi, sicurezza (ATEX, tossicità) e compatibilità impiantistica.

La transizione è complessa per l’assenza di un quadro normativo completamente stabile e armonizzato. Permangono incertezze su tempistiche, deroghe e classificazioni, che rendono difficile pianificare investimenti a lungo termine. Dal punto di vista tecnico, le alternative ai PFAS richiedono spesso redesign degli impianti, nuove competenze installative e adeguamenti normativi (pressioni elevate per CO₂, gestione della tossicità per NH₃, infiammabilità per idrocarburi). Questo comporta costi iniziali più elevati e una maggiore attenzione alla formazione degli operatori.

Nel medio periodo, progettisti e installatori dovranno adottare un approccio più integrato e flessibile, orientato alla selezione del refrigerante in funzione dell’applicazione specifica e del contesto normativo. Crescerà l’importanza della progettazione safety-oriented, dell’analisi del ciclo di vita (LCC) e dell’efficienza energetica complessiva. Inoltre, sarà fondamentale integrare sistemi di controllo avanzati per ottimizzare le prestazioni con refrigeranti alternativi, garantendo al contempo conformità normativa, affidabilità e riduzione dell’impatto ambientale.

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