Focus Normative e sicurezza

• 20.10.2026

Pompe di calore split con R290: sicurezza e competenze per i refrigeranti A3

La diffusione dell’R290 nei sistemi split richiede nuove competenze su installazione, manutenzione, valutazione del rischio e gestione sicura dei refrigeranti A3.

La diffusione dei refrigeranti a basso GWP sta portando sul mercato europeo un numero crescente di pompe di calore che utilizzano idrocarburi come l’R290 (propano). Il vantaggio ambientale è evidente, ma l’elevata infiammabilità del refrigerante richiede procedure, competenze e modalità operative specifiche durante tutto il ciclo di vita dell’apparecchiatura.

Il tema diventa particolarmente rilevante nei sistemi split, dove unità interna ed esterna sono collegate attraverso tubazioni frigorifere realizzate in fase di installazione. A differenza delle apparecchiature ermeticamente assemblate in fabbrica, quindi, alcune operazioni possono coinvolgere direttamente il circuito refrigerante sul luogo di installazione.

Per installatori e tecnici frigoristi la transizione verso gli A3 non significa soltanto utilizzare un refrigerante diverso, ma adottare un approccio nel quale valutazione del rischio, scelta del sito, attrezzatura e formazione diventano parte integrante dell’intervento.

 

R290 e classe A3: cosa significa per il tecnico

Secondo la classificazione ISO 817, l’R290 appartiene alla classe di sicurezza A3, caratterizzata da bassa tossicità ed elevata infiammabilità. Nella classificazione europea CLP il propano rientra invece nella categoria dei gas infiammabili 1A.

Questo non rende il refrigerante inadatto all’utilizzo nelle pompe di calore, ma richiede di considerare attentamente cosa potrebbe accadere in caso di perdita.

L’attenzione deve concentrarsi soprattutto su tre elementi:

  • possibile formazione di una concentrazione infiammabile;
  • presenza di fonti di accensione;
  • capacità dell’ambiente di disperdere rapidamente il refrigerante.

Per questo la sicurezza non dipende soltanto dalla macchina. Ubicazione dell’unità, ventilazione, collegamenti, modalità di intervento e caratteristiche dell’ambiente devono essere valutati insieme.

 

Nei sistemi split la scelta del sito diventa determinante

Una corretta installazione parte prima dell’apertura degli imballaggi.

Per le unità esterne è necessario evitare condizioni nelle quali una perdita possa determinare accumulo del refrigerante, soprattutto in aree con scarso ricambio d’aria. Il propano è più pesante dell’aria e può quindi concentrarsi nelle zone inferiori se non è possibile una corretta dispersione.

Anche per le unità interne devono essere rispettate le distanze e le condizioni previste dal produttore, evitando ostacoli alla circolazione dell’aria e possibili sorgenti permanenti di accensione.

Nei sistemi split aria-acqua la questione assume caratteristiche specifiche perché, in caso di perdita sullo scambiatore interno, occorre anche impedire che il refrigerante possa essere trasportato attraverso il circuito idronico verso altre parti dell’edificio. Le misure previste dal costruttore diventano quindi essenziali.

Il principio generale è semplice: il luogo di installazione deve essere considerato parte del sistema di sicurezza.

 

Fonti di accensione: non ci sono soltanto fiamme libere

Quando si lavora con un refrigerante A3, il controllo delle fonti di accensione non può limitarsi alla presenza di una fiamma.

Possono costituire una sorgente potenziale anche scintille elettriche, utensili, superfici calde, apparecchiature non adatte, scariche elettrostatiche e operazioni di brasatura.

Durante installazione, commissioning e manutenzione è quindi necessario predisporre correttamente l’area di lavoro.

Tra le misure da valutare rientrano:

  • eliminazione delle possibili fonti di accensione;
  • delimitazione dell’area;
  • adeguata ventilazione;
  • utilizzo di DPI appropriati;
  • impiego di strumenti adatti all’intervento;
  • disponibilità di rilevatori di gas adeguati;
  • verifica delle connessioni e della tenuta del circuito.

Anche eventuali accessori aggiunti in fase di installazione devono essere considerati dal punto di vista della sicurezza: un componente elettrico collocato vicino a una possibile zona di rilascio non può essere valutato indipendentemente dal refrigerante utilizzato.

 

Commissioning e manutenzione richiedono procedure specifiche

La messa in servizio assume un ruolo particolarmente importante nei sistemi split perché parte delle connessioni frigorifere viene realizzata direttamente sul posto.

Prima di avviare il sistema è necessario verificare che i collegamenti siano stati eseguiti correttamente e che il circuito rispetti i requisiti previsti di tenuta e resistenza alla pressione.

Anche durante gli interventi successivi la presenza di un A3 modifica alcune procedure.

Quando è necessario aprire il circuito refrigerante, la zona deve essere adeguatamente ventilata e libera da possibili fonti di accensione. Possono essere necessari rilevatori specifici per idrocarburi, dispositivi di protezione individuale e attrezzature compatibili con il tipo di intervento.

Dopo una manutenzione è inoltre importante verificare l’assenza di concentrazioni di refrigerante prima di ripristinare il normale funzionamento.

Il service diventa quindi una fase nella quale competenza tecnica e procedura operativa devono procedere insieme.

 

Formazione e certificazione diventano ancora più importanti

La crescita dei refrigeranti alternativi amplia anche le competenze richieste ai professionisti.

Le attività effettuate senza apertura del circuito devono essere svolte da personale con conoscenze e attrezzature adeguate. Quando invece l’intervento comporta l’apertura del circuito, ad esempio durante installazione, carica, recupero, manutenzione o sostituzione di componenti, diventano centrali i requisiti di formazione e certificazione previsti dal quadro normativo vigente.

Il riferimento tecnico comprende inoltre standard come EN IEC 60335-2-40, EN 378, ISO 5149 e ISO 817, mentre le istruzioni specifiche fornite dal costruttore rimangono fondamentali per la singola apparecchiatura.

Per il frigorista questo significa acquisire conoscenze che vanno oltre il tradizionale circuito frigorifero:

  • valutazione del rischio;
  • gestione di atmosfere potenzialmente infiammabili;
  • utilizzo di rilevatori e strumenti adeguati;
  • procedure di recupero;
  • sicurezza elettrica;
  • gestione del trasporto e dello stoccaggio.

 

Trasporto e stoccaggio fanno parte della gestione del rischio

La sicurezza dell’R290 non inizia al momento dell’installazione e non termina quando la macchina viene spenta.

Anche trasporto, movimentazione e stoccaggio richiedono attenzione. Un urto subito dall’apparecchiatura può compromettere il circuito e generare una perdita, mentre un ambiente chiuso può favorire l’accumulo del refrigerante.

Tra gli aspetti da considerare rientrano quindi ventilazione dei mezzi e dei locali, eliminazione delle sorgenti di accensione, controllo di eventuali danni e corretta gestione delle apparecchiature prima del trasporto o dello smaltimento.

La valutazione del rischio deve perciò accompagnare l’apparecchiatura dalla logistica iniziale fino alla dismissione.

 

Refrigeranti A3: la transizione passa dalla sicurezza operativa

L’aumento dell’utilizzo del propano e di altri refrigeranti a basso impatto climatico rappresenta uno dei cambiamenti più importanti per il settore HVAC-R.

Nei sistemi split questa evoluzione rende particolarmente evidente un principio: non è sufficiente progettare una macchina sicura in fabbrica. Anche installazione, commissioning, manutenzione, trasporto e fine vita devono essere gestiti secondo procedure coerenti con le caratteristiche del refrigerante.

Per la filiera della refrigerazione, la diffusione degli A3 sarà quindi strettamente legata alla capacità di aumentare competenze e formazione sul campo. La sicurezza diventa un elemento tecnico della transizione, al pari dell’efficienza e della riduzione del GWP.

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FAQ – Domande frequenti

La classificazione A3 indica un refrigerante a bassa tossicità ma con elevata infiammabilità. L’utilizzo richiede quindi particolare attenzione a ventilazione, possibili perdite e presenza di fonti di accensione.

Nei sistemi split le unità vengono collegate attraverso il circuito frigorifero direttamente sul luogo di installazione. Alcune operazioni di installazione, commissioning e service possono quindi coinvolgere il refrigerante e richiedere specifiche procedure di sicurezza. 

Occorre valutare il luogo di lavoro, garantire ventilazione adeguata, eliminare le possibili fonti di accensione, utilizzare strumenti e DPI appropriati e verificare l’eventuale presenza di refrigerante con dispositivi adatti.