Focus Transizione refrigeranti e normative

25.08.2026

PFAS e refrigerazione commerciale: cosa può cambiare

La futura restrizione europea dei PFAS potrebbe incidere su refrigeranti, componenti e strategie tecnologiche della refrigerazione commerciale.

La refrigerazione commerciale sta già affrontando una profonda trasformazione legata al nuovo Regolamento F-Gas e alla progressiva riduzione dell’impiego dei refrigeranti fluorurati ad alto GWP. A questo percorso si affianca ora un secondo dossier europeo destinato a incidere sulle scelte tecnologiche del settore: la proposta di restrizione dei PFAS, le sostanze per- e polifluoroalchiliche caratterizzate da un’elevata persistenza nell’ambiente.

Il tema riguarda da vicino il comparto HVACR perché, nella definizione utilizzata nel procedimento europeo, possono rientrare diversi refrigeranti fluorurati e materiali contenenti sostanze fluorurate impiegati nelle apparecchiature. La proposta non è però ancora diventata un divieto definitivo: nel 2026 il processo è ancora in fase di valutazione scientifica presso ECHA, con possibili deroghe differenziate in funzione delle applicazioni.

 

Restrizione PFAS e F-Gas sono due percorsi diversi

È importante distinguere il dossier PFAS dal Regolamento F-Gas. Il Regolamento UE 2024/573 punta principalmente a ridurre le emissioni climatiche dei gas fluorurati, introducendo un phase-down degli HFC e divieti progressivi all’immissione sul mercato di apparecchiature contenenti determinati refrigeranti in funzione del GWP e della tipologia di sistema.

La proposta PFAS nasce invece nell’ambito del regolamento REACH e risponde a un problema diverso: la persistenza ambientale di migliaia di sostanze fluorurate. La proposta riguarda la produzione, l’immissione sul mercato e l’utilizzo dei PFAS e comprende, tra i settori analizzati da ECHA, anche le applicazioni dei gas fluorurati nella refrigerazione, nella climatizzazione e nelle pompe di calore.

I due percorsi possono quindi sovrapporsi, ma non sono equivalenti. Un refrigerante con GWP contenuto può risultare interessante ai fini del Regolamento F-Gas e allo stesso tempo rientrare nel perimetro della futura normativa PFAS.

Per produttori, progettisti e operatori della refrigerazione commerciale questo significa che la scelta del fluido non potrà essere valutata soltanto attraverso il parametro GWP, ma dovrà considerare anche l’evoluzione delle norme ambientali sulle sostanze utilizzate.

 

Non solo refrigeranti: l’attenzione si estende ai componenti

L’impatto potenziale della restrizione PFAS va oltre il circuito frigorifero. Le sostanze fluorurate possono essere presenti anche in guarnizioni, rivestimenti, lubrificanti, materiali isolanti e altri componenti tecnici, grazie a proprietà come resistenza chimica, stabilità termica e basso attrito.

Una futura restrizione potrebbe quindi richiedere alla filiera di analizzare con maggiore precisione la composizione dei prodotti, individuare eventuali sostanze interessate e verificare la disponibilità di alternative compatibili.

Per le aziende del settore diventeranno sempre più importanti:

  • mappatura delle sostanze presenti nei componenti;
  • collaborazione e scambio di informazioni con i fornitori;
  • verifica delle possibili alternative tecniche;
  • compatibilità dei nuovi materiali con pressioni, temperature e refrigeranti;
  • valutazione dell’affidabilità lungo l’intero ciclo di vita;
  • tracciabilità della composizione delle apparecchiature.

Non sempre la sostituzione di una sostanza è immediata. Un materiale utilizzato in una tenuta o in una valvola, ad esempio, deve continuare a garantire sicurezza, durata e compatibilità chimica nelle condizioni di esercizio previste.

Per questo ECHA sta valutando anche l’impatto socioeconomico della restrizione e la possibilità di introdurre deroghe mirate nei casi in cui non esistano ancora alternative tecnicamente ed economicamente sostenibili.

 

Refrigeranti naturali sempre più centrali nelle nuove installazioni

Il possibile irrigidimento sui PFAS si inserisce in una transizione già avviata verso refrigeranti alternativi. Nella refrigerazione commerciale stanno crescendo soprattutto soluzioni basate su CO₂ (R744) e idrocarburi come il propano R290, che non appartengono alla famiglia dei refrigeranti fluorurati.

La loro diffusione è già favorita dalle restrizioni introdotte dal nuovo Regolamento F-Gas. Per esempio, per diverse categorie di apparecchiature autonome di refrigerazione sono già operative limitazioni all’utilizzo di gas fluorurati con GWP superiore a 150, mentre ulteriori scadenze interesseranno nei prossimi anni chillers e altre apparecchiature.

Questo non significa però che esista un’unica soluzione valida per ogni impianto. CO₂, propano, ammoniaca e refrigeranti sintetici presentano caratteristiche operative e di sicurezza differenti e richiedono progettazione, componentistica e competenze adeguate.

Per le nuove installazioni diventa quindi sempre più importante ragionare sul lungo periodo. La scelta di una tecnologia deve tenere conto non soltanto dell’efficienza e dell’investimento iniziale, ma anche della disponibilità futura del refrigerante, delle prospettive normative, della manutenzione e della durata attesa dell’impianto.

La futura restrizione PFAS potrebbe rafforzare questa tendenza, spingendo il mercato verso soluzioni meno dipendenti dalle sostanze fluorurate e accelerando ulteriormente la trasformazione della refrigerazione commerciale europea.

Al momento, tuttavia, non esiste ancora un divieto generale europeo dei PFAS applicabile alla refrigerazione. Il RAC di ECHA ha adottato il proprio parere nel marzo 2026, mentre il SEAC sta completando la valutazione socioeconomica; il parere finale è previsto entro la fine del 2026 e sarà poi la Commissione europea a definire le eventuali misure normative.

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FAQ – Domande frequenti

No. Nell’Unione europea è in corso una proposta di restrizione generale dei PFAS nell’ambito del regolamento REACH, ma il procedimento non è ancora concluso. Nel 2026 ECHA sta completando la valutazione scientifica e socioeconomica prima delle successive decisioni della Commissione europea.

Il Regolamento F-Gas interviene principalmente sull’impatto climatico dei gas fluorurati, utilizzando anche il GWP come parametro per phase-down e divieti. La proposta PFAS riguarda invece la persistenza ambientale di un insieme molto più ampio di sostanze chimiche e rientra nel regolamento REACH.

Tra le principali alternative figurano CO₂ (R744), propano (R290) e, in alcune applicazioni, ammoniaca (R717). La scelta dipende dalla tipologia dell’impianto, dalla potenza, dalle condizioni operative e dai requisiti di sicurezza.