Refrigeranti a basso GWP: senza formazione la transizione non può essere sicura
All’OEWG48 formazione, certificazione e sicurezza emergono come condizioni decisive per la transizione ai refrigeranti a basso GWP.
La transizione verso refrigeranti a basso GWP non può essere affidata soltanto all’evoluzione tecnologica e normativa. La crescente diffusione di fluidi con caratteristiche di infiammabilità, tossicità o elevate pressioni di esercizio rende indispensabile rafforzare la preparazione dei tecnici chiamati a installare, manutenere e verificare gli impianti HVACR.
Il tema è stato al centro del confronto durante l’OEWG48, il 48° Open-Ended Working Group delle Parti del Protocollo di Montreal, che si è svolto a Bangkok dal 13 al 17 luglio 2026.
Preparare il settore service alle alternative agli HFC
Uno dei momenti di approfondimento ha riguardato la preparazione del settore dell’assistenza tecnica all’attuazione dell’Emendamento di Kigali. La progressiva riduzione degli HFC sta infatti portando sul mercato refrigeranti con proprietà differenti rispetto ai fluidi tradizionali, richiedendo nuove competenze nella progettazione, nel recupero, nella manutenzione e nella gestione delle emergenze.
In molti Paesi, soprattutto quelli classificati come Parti Articolo 5 nell’ambito del Protocollo di Montreal, i sistemi di formazione e certificazione risultano ancora frammentati o insufficienti. Questa situazione può rallentare la diffusione delle tecnologie alternative e aumentare i rischi quando apparecchiature e refrigeranti vengono affidati a operatori privi di una preparazione adeguata.
Le priorità emerse dal confronto comprendono:
- sviluppo di programmi formativi riconosciuti;
- rafforzamento dei sistemi nazionali di certificazione;
- condivisione internazionale delle buone pratiche;
- aggiornamento delle competenze sull’efficienza energetica;
- maggiore cooperazione tra istituzioni, industria e organismi tecnici.
Il messaggio rivolto al settore è chiaro: l’introduzione di nuove apparecchiature non è sufficiente senza una rete di tecnici in grado di operare correttamente sul campo. Formazione, certificazione e qualità del service diventano quindi componenti operative della transizione climatica.
Refrigeranti infiammabili: distinguere il rischio dalla sua gestione
Un secondo momento di discussione si è concentrato sui refrigeranti infiammabili impiegati nella refrigerazione, nella climatizzazione e nelle pompe di calore. Il confronto ha approfondito le differenze tra fluidi leggermente e altamente infiammabili, esaminando le conseguenze per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti.
Tra gli aspetti affrontati figurano la corretta interpretazione delle prescrizioni ATEX, il rapporto con il Regolamento F-Gas e la necessità di adottare misure di sicurezza proporzionate alle caratteristiche del refrigerante, alla carica presente e al luogo di installazione.
Per i professionisti del freddo, la sfida consiste soprattutto nel distinguere tra la semplice percezione del pericolo e la sua gestione tecnica. L’infiammabilità non può essere ignorata, ma neppure affrontata attraverso valutazioni generiche: servono analisi del rischio, attrezzature compatibili, ventilazione adeguata, controllo delle fonti di innesco e procedure operative coerenti.
La sicurezza dipende quindi dall’interazione tra più soggetti. I decisori definiscono il quadro normativo, i produttori progettano apparecchiature conformi e gli installatori traducono le prescrizioni in interventi concreti. Anche un sistema correttamente progettato può perdere efficacia se installazione e manutenzione non vengono eseguite da personale preparato.
Dalle politiche climatiche alle competenze operative
Durante l’OEWG48 è stato presentato anche IMPACT-F, progetto Horizon Europe avviato il 1° giugno 2026 e previsto fino al 31 maggio 2029. L’iniziativa punta a sviluppare una piattaforma per analizzare e proiettare l’utilizzo degli F-Gas a livello mondiale, regionale e nazionale, confrontando differenti percorsi normativi e i relativi effetti su emissioni, domanda energetica e decarbonizzazione.
La modellizzazione, tuttavia, dovrà essere accompagnata dalla capacità di trasferire i risultati a tecnici, responsabili politici e operatori. Per questo il progetto comprende anche attività formative e strumenti destinati a rendere le analisi concretamente utilizzabili nei diversi contesti nazionali.
La transizione verso refrigeranti alternativi richiede dunque un investimento strutturale sulle persone. Con l’aumento della domanda globale di raffrescamento e il phase-down degli HFC, diventa necessario costruire competenze riconoscibili, aggiornabili e condivise oltre i confini nazionali. La preparazione dei tecnici non rappresenta un elemento accessorio, ma una condizione per assicurare impianti efficienti, interventi corretti e una gestione realmente sicura dei nuovi refrigeranti.
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FAQ – Domande frequenti
I refrigeranti alternativi possono presentare caratteristiche di infiammabilità, tossicità o pressione differenti rispetto agli HFC tradizionali. I tecnici devono quindi conoscere nuove procedure, attrezzature e misure di sicurezza per installare e manutenere correttamente gli impianti.
Servono competenze sulla valutazione del rischio, sulla ventilazione, sulle fonti di accensione, sulle prescrizioni ATEX e sulle procedure di emergenza. La preparazione deve essere adeguata al refrigerante, alla carica e all’ambiente di installazione.
IMPACT-F è un progetto europeo che svilupperà una piattaforma per analizzare l’utilizzo degli F-Gas e confrontare gli effetti di diverse politiche su emissioni, consumi energetici e decarbonizzazione. Comprende anche attività di formazione e diffusione dei risultati.
