Focus Refrigerazione nel mondo

29.06.2026

Europa e cooperazione Kigali in Kirghizistan: focus su refrigeranti sostenibili e capacity building

Europa e Asia centrale rafforzano la cooperazione Kigali in Kirghizistan per supportare phase‑down HFC, formazione tecnica e adozione di refrigeranti sostenibili.

Fonte immagine: refindustry.com/news

 

La Cooperazione internazionale per l’attuazione dell’Emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal continua a espandersi, con un nuovo programma di collaborazione tra Europa e Asia centrale finalizzato a rafforzare la transizione dai refrigeranti ad alto GWP a soluzioni più sostenibili. Il recente progetto pilota in Kirghizistan mette in evidenza la crescente attenzione verso il phase‑down degli HFC, il rafforzamento delle competenze tecniche e il supporto alla filiera HVAC/R nei Paesi in via di sviluppo.

L’iniziativa si concentra su tre pilastri principali: migliorare la comprensione delle politiche e delle normative legate all’Emendamento di Kigali, facilitare l’accesso a tecnologie a basso impatto climatico e promuovere la cooperazione tra istituzioni, industria locale e partner europei. La strategia punta a creare un modello replicabile in altri contesti, con l’obiettivo di accompagnare le economie emergenti nella transizione verso refrigeranti più sostenibili.

 

Phase‑down degli HFC e strumenti di supporto

Il cuore della cooperazione riguarda proprio l’attuazione del phase‑down degli HFC, ovvero la riduzione graduale della produzione e dell’utilizzo di gas fluorurati ad alto potenziale di riscaldamento globale. Per Paesi come il Kirghizistan, che stanno muovendo i primi passi in questa direzione, è fondamentale disporre non solo di strumenti normativi chiari, ma anche di capacità tecniche e operative per gestire il cambiamento.

Il progetto include attività di formazione, workshop tecnici e sessioni di condivisione delle migliori pratiche, orientati a:

  • comprendere il quadro istituzionale dell’Emendamento di Kigali e le relative scadenze;
  • identificare alternative a basso GWP adeguate al mercato locale;
  • sviluppare competenze per il service, la manutenzione e l’installazione di impianti con refrigeranti sostenibili;
  • rafforzare la capacità regolatoria e di monitoraggio delle emissioni di refrigeranti.

Questi strumenti di supporto sono pensati per facilitare la transizione non solo dal punto di vista normativo, ma anche pratico, riducendo i rischi di incoerenze nell’implementazione e colmando gap di conoscenza tecnica che possono ostacolare l’adozione di soluzioni più pulite.

 

Competenza tecnica e filiera HVAC/R locale

Un punto chiave del progetto riguarda il capacity building della filiera HVAC/R locale. In molte economie emergenti, la conoscenza operativa dei refrigeranti a basso GWP, delle tecnologie alternative e delle buone pratiche di service è ancora limitata. Senza competenze adeguate, l’applicazione delle nuove normative rischia di tradursi in inefficienze tecniche, scarsa qualità di intervento e rischi di sicurezza.

Per questo motivo, il programma di cooperazione prevede anche:

  • corsi di formazione per tecnici e installatori;
  • aggiornamenti su standard internazionali e normative di sicurezza;
  • assistenza nella definizione di linee guida operative e protocolli di service;
  • scambio di know‑how tra istituti europei e partner locali.

L’obiettivo è costruire un ecosistema di competenze che permetta alla filiera HVAC/R del Kirghizistan di rispondere in modo efficace alle nuove sfide, garantendo che la transizione verso refrigeranti sostenibili non sia solo normativa, ma anche operativa e duratura.

 

Verso una transizione globale più equa

La cooperazione tra Europa e Asia centrale rappresenta un esempio di come il dialogo internazionale sull’Emendamento di Kigali possa tradursi in azioni concrete a livello locale, con benefici sia per il clima sia per lo sviluppo tecnologico e professionale. Progetti come questo confermano che la transizione dei refrigeranti non è un processo isolato, ma una sfida globale che richiede condivisione di conoscenze, strumenti adeguati e partnership solide.

Per la filiera del freddo, iniziative di questo tipo offrono spunti importanti su come combinare attenzione normativa, formazione tecnica e diffusione tecnologica, contribuendo a creare un mercato dei refrigeranti più sostenibile, sicuro e inclusivo in diverse aree del mondo.

FAQ

La cooperazione europea supporta l’implementazione del Protocollo di Kigali, finalizzato a ridurre progressivamente l’uso di HFC ad alto GWP. Per il Kirghizistan, questo significa ricevere supporto tecnico, finanziario e normativo per aggiornare regolamenti, promuovere refrigeranti sostenibili e allineare la filiera del freddo alle best practice internazionali, riducendo rischi ambientali e dipendenza dai gas ad alto impatto climatico.

Vengono impiegati workshop, corsi di formazione, assistenza normativa, guide tecniche e progetti di capacity building che coinvolgono tecnici, progettisti, autorità e operatori della filiera. L’obiettivo è formare personale qualificato in gestione, installazione, manutenzione e monitoraggio degli impianti con refrigeranti alternativi, oltre a supportare le istituzioni locali nella gestione della conformità normativa e della tracciabilità dei gas.

Le iniziative aumentano la competenza tecnica, migliorano sicurezza, efficienza e continuità operativa degli impianti e riducono l’uso di refrigeranti ad alto GWP. Per installatori, manutentori e progettisti, questo significa maggiore capacità di proporre soluzioni sostenibili, ridurre perdite, ottimizzare consumi e garantire conformità F-Gas. A livello nazionale, contribuisce a una transizione graduale ma strutturata verso refrigeranti sicuri, efficienti e ambientalmente responsabili.