Emissioni della catena alimentare: l’analisi UE evidenzia ruoli e criticità per il settore del freddo
Un’analisi europea sulle emissioni della catena alimentare evidenzia l’importanza delle attività operative e della refrigerazione nella definizione dell’impatto climatico complessivo.
Una recente analisi comparativa condotta a livello europeo offre un quadro dettagliato delle emissioni di gas serra (GHG) lungo la catena alimentare, mettendo in evidenza le differenze tra Paesi e le principali fonti emissive nei processi che vanno dalla produzione alla distribuzione.
Un report di questo tipo è strategico per il mondo della refrigerazione commerciale e industriale: molti dei servizi forniti dal settore, dalla conservazione alla distribuzione di prodotti alimentari a temperatura controllata, sono infatti parte integrante della filiera e incidono direttamente sui livelli emissivi complessivi.
Emissioni dirette e indirette nella filiera alimentare
L’analisi prende in esame dieci Paesi europei, confrontando le emissioni totali della catena alimentare e suddividendole tra quelle dirette, originate da processi controllati lungo il ciclo (come combustione e uso di macchinari), e quelle indirette, legate al consumo di energia elettrica e al mix nazionale di generazione.
Le emissioni dirette rappresentano la quota principale della catena alimentare, in molti casi oltre l’80% del totale, sottolineando come le attività operative locali, compresi i sistemi di raffreddamento e refrigerazione, restino un elemento cruciale nell’impronta complessiva.
Parallelamente, l’analisi evidenzia come l’intensità delle emissioni indirette vari in modo significativo da Paese a Paese, in funzione della composizione del mix elettrico nazionale: in contesti dove l’elettricità è più “pulita”, l’incidenza delle emissioni indirette risulta più contenuta, ma non sempre questo si traduce in una riduzione netta delle emissioni totali, confermando la complessità delle dinamiche emissive della filiera.
Il ruolo specifico delle tecnologie di refrigerazione
All’interno di questo quadro, emerge un dato particolarmente rilevante: la quota delle emissioni legate agli idrofluorocarburi (HFC) può pesare significativamente in alcuni segmenti della catena alimentare, in particolare nel retail e nella conservazione a temperatura controllata. Questo risultato indica che gli operatori del freddo commerciale e industriale hanno un ruolo non trascurabile nell’impatto emissivo complessivo della filiera alimentare, sia per la gestione energetica degli impianti sia per la scelta dei refrigeranti.
La presenza di HFC nelle emissioni totali suggerisce che le azioni di mitigazione non devono limitarsi alla sola efficienza energetica degli impianti, ma devono includere anche la transizione verso refrigeranti a basso impatto climatico e nuove tecnologie di controllo dei sistemi frigoriferi, soprattutto in ambiti con elevata intensità di consumo come supermercati, centri di distribuzione e impianti logistici dedicati alla conservazione dei prodotti freschi.
Implicazioni operative e opportunità di mitigazione
Dal punto di vista operativo, lo studio fornisce strumenti utili per orientare scelte tecniche e strategie di investimento. Per gli operatori della refrigerazione e della logistica del freddo, i dati europei offrono uno spunto per:
- analizzare l’impatto emissivo specifico delle loro attività, distinguendo tra consumi energetici e refrigeranti impiegati;
- valutare piani di efficienza energetica e sostituzione dei fluidi refrigeranti, prendendo in considerazione tecnologie con ridotta impronta climatica;
- collaborare con stakeholder della filiera alimentare per progettare interventi congiunti finalizzati alla riduzione delle emissioni complessive.
Il confronto tra Paesi e modelli emissivi sottolinea inoltre l’importanza di politiche tecniche e normative che incoraggino l’adozione di best practice nella gestione della catena del freddo, sia in ambito commerciale sia industriale.
Una fotografia utile per orientare le scelte future
La nuova analisi UE sulle emissioni della catena alimentare non si limita a fornire numeri e confronti statistici. Essa offre una base analitica utile per definire priorità e interventi capaci di ridurre l’impatto climatico complessivo della filiera, con un ruolo chiaro per gli impianti di refrigerazione. Che si tratti di scelte tecnologiche o di strategie di controllo e manutenzione, la refrigerazione si conferma un elemento strategico tanto nei consumi energetici quanto nelle emissioni dirette legate al settore alimentare.
