Focus Normative e sicurezza

29.04.2026

PFAS: verso una stretta europea sui “forever chemicals” e impatti sulla refrigerazione

L’UE valuta una restrizione sui PFAS: possibili impatti su refrigeranti, normativa e filiera HVAC/R.

Il tema dei PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) è entrato con forza nel dibattito normativo europeo, aprendo uno scenario che potrebbe avere conseguenze rilevanti anche per il settore della refrigerazione e del condizionamento. Queste sostanze, note come “forever chemicals” per la loro elevata persistenza nell’ambiente, sono oggi al centro di una proposta di restrizione tra le più ampie mai affrontate a livello UE.

Per il mondo HVAC/R, si tratta di un passaggio cruciale, destinato a influenzare disponibilità dei refrigeranti, progettazione degli impianti e strategie industriali nei prossimi anni.

 

La posizione di ECHA: verso una restrizione ampia ma con deroghe

L’European Chemicals Agency ha espresso un sostegno chiaro all’introduzione di una restrizione sui PFAS a livello europeo, riconoscendo i rischi per la salute umana e per l’ambiente legati alla loro diffusione.

Secondo le valutazioni dei comitati scientifici RAC e SEAC, queste sostanze, estremamente persistenti, possono accumularsi negli ecosistemi e avere effetti a lungo termine, rendendo necessarie misure più incisive rispetto a quelle attuali.

Allo stesso tempo, l’approccio europeo non è orientato a un divieto immediato e indiscriminato: si sta lavorando su un modello che preveda deroghe mirate per quei settori in cui le alternative non sono ancora tecnicamente o economicamente disponibili.

 

Il nodo HVAC/R: PFAS e refrigeranti fluorurati

Per il settore della refrigerazione, il tema è particolarmente delicato. Molti refrigeranti fluorurati (F-gas) oggi utilizzati rientrano infatti nella categoria dei PFAS, creando una sovrapposizione diretta tra la proposta di restrizione e le tecnologie attualmente installate.

Questo apre una serie di interrogativi operativi per la filiera HVAC/R:

  • disponibilità futura dei refrigeranti
  • gestione e manutenzione degli impianti esistenti
  • tempistiche realistiche di transizione verso alternative

Inoltre, la possibile sovrapposizione tra normativa PFAS e Regolamento F-Gas potrebbe generare ulteriori vincoli regolatori, rendendo ancora più complessa la pianificazione industriale e progettuale.

 

Transizione tecnologica e ruolo della filiera

Il percorso normativo è ancora in evoluzione, con decisioni definitive attese nei prossimi mesi. Tuttavia, il segnale è chiaro: la direzione è quella di una progressiva riduzione dell’uso dei PFAS, con un impatto diretto su tutto il comparto HVAC/R.

Per produttori, progettisti e installatori, questo significa anticipare il cambiamento, investendo nello sviluppo e nell’adozione di soluzioni alternative, come refrigeranti naturali o tecnologie a basso impatto ambientale.

Allo stesso tempo, la fase di consultazione pubblica rappresenta un momento strategico per il settore, chiamato a contribuire con dati tecnici e industriali per garantire una transizione equilibrata tra tutela ambientale, sicurezza e fattibilità operativa.

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FAQ

Le possibili restrizioni europee sui PFAS impattano direttamente la refrigerazione commerciale, industriale e il condizionamento avanzato, dove sono diffusi refrigeranti fluorurati (inclusi HFO). Applicazioni come GDO, data center e processi industriali risultano particolarmente esposte, poiché richiedono continuità operativa e alte prestazioni. In fase progettuale diventa quindi necessario valutare alternative come CO₂, ammoniaca e idrocarburi, considerando sicurezza, compatibilità impiantistica e requisiti normativi.

La principale criticità è l’incertezza normativa su tempistiche, deroghe e campo di applicazione delle restrizioni PFAS, che rende complessa la pianificazione degli investimenti. Dal punto di vista tecnico, la sostituzione dei refrigeranti coinvolti richiede spesso una riprogettazione degli impianti e l’adozione di nuove soluzioni tecnologiche. Inoltre, le alternative presentano sfide specifiche: alte pressioni (CO₂), tossicità (NH₃), infiammabilità (idrocarburi), con conseguenti implicazioni su sicurezza e formazione del personale.

I progettisti devono adottare un approccio più prudente e flessibile, orientato alla scelta di refrigeranti con maggiore stabilità normativa nel lungo periodo. Diventa fondamentale progettare impianti “future-proof”, predisposti per eventuali conversioni e basati su analisi LCC. Inoltre, cresce l’importanza della progettazione safety-oriented, dell’integrazione con sistemi di controllo avanzati e della formazione tecnica per installazione e manutenzione, al fine di garantire efficienza, conformità e continuità operativa.