Focus Normative e sicurezza

16.02.2026

PFAS in Europa: quali sono i costi sociali e perché il tema riguarda anche il settore HVAC/R

I costi sociali dei PFAS in Europa potrebbero crescere in modo significativo entro il 2050, con possibili implicazioni regolatorie anche per la filiera HVAC/R.

Le sostanze per- e polifluoroalchiliche, note come PFAS, tornano al centro del dibattito europeo a seguito di una nuova valutazione sui costi sociali legati alla loro diffusione ambientale. Secondo le stime più recenti, l’impatto economico cumulato associato all’inquinamento da PFAS potrebbe raggiungere cifre molto elevate entro il 2050, qualora non vengano adottate misure incisive di contenimento.

Il tema assume una rilevanza crescente non solo sul piano sanitario e ambientale, ma anche per i settori industriali che utilizzano o gestiscono sostanze chimiche in processi produttivi complessi.

 

I costi sociali dell’inquinamento da PFAS

Le valutazioni economiche considerano principalmente tre ambiti di impatto.

  • Il primo riguarda i costi sanitari connessi all’esposizione della popolazione, inclusi trattamenti medici e perdita di anni di vita in buona salute.
  • Il secondo è legato agli interventi di bonifica dei siti contaminati, che richiedono operazioni complesse e investimenti significativi nel lungo periodo.
  • Il terzo concerne il trattamento delle acque, sia potabili sia industriali, per garantire il rispetto dei limiti di qualità ambientale.

Nel caso in cui non vengano introdotte restrizioni più stringenti o soluzioni tecnologiche alternative, il peso economico per la collettività europea potrebbe crescere in modo esponenziale nei prossimi decenni. Le cifre stimate evidenziano come l’impatto dei PFAS non sia circoscritto a singoli comparti, ma rappresenti un tema sistemico con implicazioni ambientali e finanziarie di ampia portata.

 

Implicazioni per il settore della refrigerazione

Sebbene il dibattito sui PFAS non sia limitato al mondo HVAC/R, le sue evoluzioni normative e regolatorie possono avere effetti indiretti anche sulla filiera della refrigerazione. L’attenzione crescente verso le sostanze persistenti e potenzialmente dannose rafforza la tendenza europea a rivedere l’utilizzo di composti chimici ad alto impatto ambientale e a promuovere soluzioni più sostenibili.

Per progettisti, produttori e installatori di sistemi di refrigerazione, questo scenario implica la necessità di monitorare con attenzione l’evoluzione delle normative chimiche e ambientali, valutando materiali, componenti e fluidi impiegati negli impianti. La sostenibilità non riguarda più soltanto l’efficienza energetica o il GWP dei refrigeranti, ma si estende alla compatibilità complessiva delle tecnologie con le future politiche europee in materia di salute pubblica e tutela ambientale.

 

Verso un quadro regolatorio più stringente

L’analisi dei costi sociali dei PFAS rafforza l’orientamento verso politiche più restrittive e una maggiore responsabilità lungo l’intera catena del valore industriale. Per il comparto della refrigerazione, anticipare questi sviluppi significa investire in innovazione, in materiali alternativi e in processi produttivi più sicuri, riducendo il rischio di impatti normativi futuri.

In un contesto europeo sempre più attento alla sostenibilità sistemica, il tema PFAS rappresenta un ulteriore tassello nella trasformazione del settore HVAC/R verso modelli tecnologici compatibili con gli obiettivi ambientali di lungo periodo.