PFAS e F-Gas: una doppia sfida normativa per il settore HVAC&R
La possibile restrizione europea sui PFAS, insieme al regolamento F-Gas, apre nuove sfide normative per il settore della refrigerazione.
Il settore della refrigerazione e del condizionamento si trova oggi al centro di una complessa evoluzione normativa.
Alla revisione del Regolamento europeo sui gas fluorurati (F-Gas) si affianca infatti la proposta di restrizione sui PFAS, un’ampia famiglia di sostanze chimiche fluorurate attualmente al centro del dibattito europeo.
Durante la convention Asercom, l’associazione europea dell’industria HVAC&R (EPEE) ha evidenziato come la possibile sovrapposizione tra queste due iniziative normative possa creare nuove criticità per il settore, soprattutto in termini di disponibilità tecnologica e pianificazione industriale.
La proposta di restrizione PFAS si basa su una definizione molto ampia, che comprende migliaia di sostanze fluorurate caratterizzate da elevata stabilità chimica e persistenza ambientale. Proprio queste caratteristiche, tuttavia, sono alla base delle prestazioni che ne hanno favorito l’impiego in molte applicazioni industriali, inclusa la refrigerazione.
La sovrapposizione normativa tra PFAS e F-Gas
Uno dei punti più delicati riguarda il possibile doppio livello regolatorio che potrebbe derivare dall’applicazione simultanea della proposta PFAS e del nuovo regolamento F-Gas.
Quest’ultimo già introduce limiti progressivi all’utilizzo dei refrigeranti fluorurati attraverso il phase down degli HFC, soglie di GWP sempre più restrittive e divieti settoriali per specifiche applicazioni. L’introduzione di una restrizione più ampia sui PFAS potrebbe quindi ridurre ulteriormente le opzioni tecnologiche disponibili per molte applicazioni HVAC&R.
Le alternative naturali come CO₂, ammoniaca o idrocarburi rappresentano soluzioni sempre più diffuse, ma non sono sempre applicabili in tutti i contesti a causa di vincoli legati a sicurezza, pressioni operative o condizioni di installazione.
Impatti su materiali e componenti degli impianti
La questione PFAS non riguarda solo i refrigeranti. Molti fluoropolimeri utilizzati nei componenti HVAC&R, come guarnizioni, valvole, isolamenti o cablaggi, rientrano nella famiglia delle sostanze fluorurate e potrebbero quindi essere coinvolti in eventuali restrizioni.
Secondo il settore industriale, la sostituzione di questi materiali non è immediata: richiede anni di ricerca, test e qualificazione della supply chain per garantire gli stessi livelli di affidabilità, compatibilità chimica e durabilità. In alcuni casi il ciclo di sviluppo di nuove soluzioni può richiedere anche 15-20 anni.
Le deroghe temporanee previste per alcune applicazioni sono considerate da parte dell’industria ancora insufficienti per gestire una transizione tecnologica di questa portata.
Un processo regolatorio ancora aperto
Il percorso normativo europeo sui PFAS è ancora in evoluzione. La fase di valutazione socio-economica della proposta è prevista nel corso del 2026, mentre l’eventuale entrata in vigore di restrizioni potrebbe arrivare tra il 2028 e il 2029, con periodi di transizione successivi.
In questa fase, l’industria HVAC&R è chiamata a partecipare attivamente al processo di consultazione pubblica per contribuire alla definizione di un quadro regolatorio equilibrato. L’obiettivo dichiarato dalle associazioni di settore è garantire che la transizione normativa tenga conto delle esigenze tecniche, della sicurezza e della competitività industriale.
