Focus Refrigerazione nel mondo

05.02.2026

Europa: ritardi critici negli standard per refrigeranti infiammabili frenano l’adozione nei sistemi HVAC/R

I ritardi negli standard europei sui refrigeranti infiammabili creano incertezze e ostacoli all’adozione di fluidi a basso GWP nei sistemi HVAC/R.

La transizione verso refrigeranti a basso impatto ambientale ha messo in primo piano l’utilizzo di fluidi infiammabili di classe A2L e A3 in molte applicazioni di refrigerazione e climatizzazione. Tuttavia, a livello europeo si stanno evidenziando ritardi significativi nell’aggiornamento degli standard tecnici e nella definizione delle condizioni di impiego di questi refrigeranti. Queste lacune normative stanno creando incertezze operative per produttori, progettisti e gestori di impianti, rallentando l’adozione su larga scala di soluzioni a basso GWP nonostante la loro diffusione crescente nel mercato HVAC/R.

 

Le criticità negli standard tecnici

L’utilizzo di refrigeranti infiammabili, pur essendo riconosciuto come una delle strade principali per ridurre l’impatto climatico del settore, si scontra con un quadro normativo europeo che non ha ancora recepito in modo coerente e aggiornato tutte le norme di sicurezza e le specifiche tecniche necessarie. In particolare, la mancanza di riferimenti chiari su aspetti fondamentali — quali limiti di carica, requisiti di ventilazione, procedure di installazione e direttive di prova — sta generando:

  • Incertezze interpretative tra enti certificatori e organismi di controllo;
  • Differenze di applicazione tra Stati membri, con conseguenti ostacoli alla libera circolazione di prodotti conformi;
  • Ritardi nelle omologazioni di componenti e sistemi basati su refrigeranti infiammabili, con effetti negativi sulla competitività delle imprese europee.

Queste criticità non solo rallentano l’ingresso di tecnologie a basso GWP, ma aumentano i rischi di frammentazione del mercato, con effetti negativi per l’innovazione tecnologica e la diffusione di soluzioni sostenibili.

 

Impatti per la filiera della refrigerazione

Per il comparto HVAC/R, l’assenza di standard tecnici aggiornati rappresenta una barriera operativa concreta. La progettazione e l’installazione di impianti con refrigeranti A2L o A3 richiedono oggi procedure di valutazione del rischio e criteri di conformità che non sono uniformi né del tutto definiti a livello europeo. Ciò si traduce in:

  • Aumento dei tempi di progettazione e approvazione delle soluzioni;
  • Costi superiori per test e validazioni non armonizzate;
  • Maggiore rischio di non conformità in fase di ispezione o controllo normativo.

Questi effetti non colpiscono soltanto i costruttori di apparecchiature, ma anche i progettisti e gli installatori, che devono confrontarsi con una documentazione tecnica e regolatoria spesso frammentata e poco chiara.

 

Verso una regolazione più chiara e omogenea

La situazione attuale evidenzia l’urgenza di un allineamento normativo e di standard europei più chiari e omogenei sui refrigeranti infiammabili. Aggiornare e armonizzare le regole tecniche non significa solo favorire l’adozione di tecnologie a basso GWP, ma anche garantire un quadro di sicurezza coerente, semplificare le procedure di conformità e ridurre gli oneri amministrativi per tutti gli attori della filiera.

Per i professionisti del settore della refrigerazione, la definizione di regole tecniche precise è un passo fondamentale per accelerare l’integrazione di refrigeranti A2L e A3 nei sistemi HVAC/R, contribuendo allo stesso tempo alla diffusione di impianti più efficienti, sostenibili e sicuri.